All’esito dell’incontro tenutosi a Bari in merito al sistema degli scarichi in mare a San Cataldo e degli impianti di depurazione AQP ed ASI a Ciccio Prete alla presenza del sindaco di Vernole, del comune di Lecce, dell’ARPA Puglia, della direzione generale dell’AQP, del consorzio ASI e del consorzio di bonifica

“Ugento e Li Foggi”, si decise di approfondire il quadro conoscitivo emerso nel corso della riunione stessa con l’obiettivo “di individuare le soluzioni tecniche più idonee per avviare al riutilizzo i reflui depurati”.
In prosecuzione dei lavori del tavolo tecnico tenuto a Bari il 15 dicembre scorso dunque, il dirigente dell’apposito servizio della Provincia di Lecce, ing. Dario Corsini, ha convocato per le ore 10 di martedì 11 gennaio p.v. un sopralluogo sugli impianti di “Ciccio Prete” ed esattamente presso l’impianto di affinamento del Consorzio di Bonifica “Ugento e Li Foggi” sito sulla Strada Provinciale Lecce-San Cataldo, nei pressi dello stadio di via Del Mare.
Al sopralluogo sono stati invitati a partecipare l’Ufficio Servizio Tutela Acque della Regione, l’Ufficio Ambiente del comune di Lecce, il comune di Vernole, l’Acquedotto Pugliese, l’ASI Lecce, l’ARPA Puglia, il Consorzio di Bonifica “Ugento e Li Foggi” e il WWF Riserva delle Cesine.
Il problema da affrontare, come è noto, è relativo al corretto funzionamento dei depuratori ASI ed AQP ed allo scarico dei reflui nel mare di San Cataldo.
L’amministrazione comunale di Vernole, con la delibera allegata, ha lamentato i guasti igienico-ambientali determinati dell’attuale sistema di captazione e depurazione delle acque bianche e delle acque nere, nonché lo spreco di denaro pubblico a seguito della realizzazione di corposi impianti tecnologici, taluni mai utilizzati se pure da tempo collaudati – come l’impianto di affinamento del consorzio di bonifica “Ugento e Li Foggi” – altri utilizzati soltanto a tempo limitato, come l’impianto di fitodepurazione, ed altri ancora scarsamente efficienti, come l’impianto di depurazione ASI – peraltro oggetto di sequestro giudiziario.
“L’auspicio – afferma il sindaco di Vernole Mario Mangione – è quello che si trovi, tra i vari soggetti interessati e per essi il Comune di Lecce, quello di Vernole, la Provincia e la Regione una sinergia politica tesa ad affrontare concretamente la complessa vicenda per trovare condivise soluzioni tecniche idonee a rimuovere definitivamente i danni all’economia locale ed i guasti ambientali sinora riscontrati”.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

18 + 6 =