Bollettino Ufficiale della Regione Puglia N. 156 del 22 dicembre 2005; pag 15.335 “DECRETO COMMISSARIO DELEGATO EMERGENZA AMBIENTALE 9 dicembre 2005, n. 187
Decreti Commissariali 6.3.2001, n. 41, e 30.9.2002, n. 296 – Piano regionale di gestione dei rifiuti. Aggiornamento, completamento e modifica”.

Questo è il “Piano rifiuti Vendola”. Tra le priorità del piano, si arriva alla lettera r) raggiungimento al 2010 di una percentuale di raccolta differenziata pari ad almeno il 55% del rifiuto urbano prodotto.
La Repubblica Bari, 28 gennaio 2011: “Rifiuti, è la differenziata il vero allarme. In Puglia  ferma al 15%”.
Da quel dicembre 2005 ad oggi si trovano ben due nostri dossier sulla situazione di emergenza dei rifiuti in Puglia, inviati a Governo, Parlamento, Protezione Civile; centinaia di nostre conferenze stampa e comunicati stampa in cui lanciavamo l’allarme sul fatto che Vendola stava dando corso all’impiantistica pubblica con enorme ritardo rispetto a quanto ereditato dalla Giunta Fitto (contratti pronti da firmare). E, soprattutto, a fine 2005 la Puglia era all’10% di raccolta differenziata e secondo le nostre previsioni ci sarebbero voluti circa 35 anni per raggiungere la quota del 55% prevista dal Piano Vendola che, peraltro, individuava nella differenziata la panacea per tutti i mali e metteva al bando i termovalorizzatori previsti dal Piano precedente.
In questi 6 anni Vendola ha continuato a raccontare che sulla differenziata sono i Comuni ad essere inadempienti, che gli impianti non erano pronti da cantierizzare, che i termovalorizzatori erano dannosi per l’ambiente.
Risultato fotografato ieri dalla Commissione Bicamerale: la differenziata è aumentata di 5 punti (e non di 45) in 6 anni; il ciclo dei rifiuti non è ad oggi chiuso con impianti pubblici; inceneritori e termovalorizzatori in Puglia sono stati autorizzati dal Governo Vendola, ma solo quelli privati.
Ogni commento appare superfluo se non per evidenziare l’ennesimo fallimento, l’ennesima beffa in danno della salute e delle tasche dei pugliesi, l’ennesima responsabilità politica pesante della Giunta Vendola. L’ennesima occasione in cui Vendola non intende assumersi le sue responsabilità.