”L’obiettivo degli atti della procura di Milano sulla vicenda Ruby e’ solo quello di gettare fango, una motivazione lunga quasi 400 pagine prova che chi l’ha firmata e’ ben consapevole che il giudizio si risolvera’ in una bolla di sapone.

All’insegna: meglio la delegittimazione oggi che la sentenza domani”. E’ quanto dichiara il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano che rivolge una richiesta al presidente dell’Anm Palamara. ”E’ in grado Palamara di documentare agli italiani che in qualsiasi altro provvedimento penale avviato nell’ultimo anno da parte di qualsiasi altra procura italiana – chiede Mantovano – esiste un decreto di perquisizione la cui motivazione oltrepassi le righe di una pagina?”. ”Avanzo questa richiesta – prosegue – perche’ a mio avviso non solo i contenuti e gli obiettivi, ma anche la formula del decreto di perquisizione trasmesso alla Giunta per le autorizzazioni della Camera dei deputati, rivelano un intento politico: quanto, invece, delle tre righe consuete la motivazione e’ lunga quasi 400 pagine; quando quello che ordinariamente e’ un atto di acquisizione di elementi di indagine contiene, invece, l’esposizione degli atti di indagine gia’ svolti; quando questi atti di indagine (trascrizioni di intercettazioni e verbali) sono diffusi senza essere alcun previo vaglio in contradditorio l’obiettivo di quel decreto e’ gettare fango”. ”Di piu’ – aggiunge Mantovano – un decreto confezionato in quella forma in altri processi sarebbe un suicidio, perche’ rivelerebbe subito tutto cio’ che e’ ancora coperto da segreto”. Dunque secondo Mantovano l’obiettivo e’ la delegittimazione. Palamara, dal canto suo, ieri aveva affermato: ”dire che nel nostro processo non sono riconosciute garanzie delle difese è fuori dalla realtà” e aveva definito “molto importante” il richiamo del capo dello Stato al giusto processo.

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