“Per inculcare la cultura dei pattini alle nuove generazioni, l’impegno del sottoscritto e della mia società non può bastare” esordisce così Claudio Cannone, Presidente dell’ Associazione Sportiva Dilettantistica Don Bosco e responsabile dell’area tecnica dal lontano 1980.

Il signore dei rollerBlade, pluricampione italiano degli anni ’60, prosegue il suo cammino dietro una scrivania con l’intento di riportare in auge il pattinaggio salentino. Ma rivivere i fasti di un tempo non è impresa da poco; la carenza di impianti comunali e l’indifferenza delle Istituzioni, sono le principali cause di una disciplina sportiva sul viale del tramonto, complice la totale assenza di iniziative propagandistiche che porterebbero una nuova ondata di entusiasmo nel mondo delle rotelle. “Il pattinaggio”, prosegue Cannone, “è uno sport di pura passione e di zero ricavi, che rende i suoi campioni atleti per la gloria”. Il dolce rumore dei pattini in pista è un lontano ricordo degli anni ’80, dove centinaia di ragazzi affollavano le polisportive trionfando a livello nazionale ed europeo nelle varie specialità della disciplina. Erano gli anni d’oro delle sane rivalità tra la società di Cannone (vincitrice di sei titoli nazionali di fila) e la Rotellistica Arnesano dell’allora presidente Luigi Pretelli; associazione che insieme ad altre ha fallito a causa del  processo involutivo che ha colpito questo sport, almeno nel nostro territorio. Tuttavia l’Associazione Don Bosco, grazie al sostegno dei Salesiani, è definibile la meteora del pattinaggio leccese, unica a vantare una pista sopraelevata dove far crescere i propri talenti e lanciarli nelle competizioni che contano. Sotto la guida del presidente e dei suoi collaboratori Alessandro Manieri e Ugo Giancane, si sono messi in luce giovani promesse come Giorgio Capocelli (cat. Junior) e lo stesso Manieri (cat. Allievi). Nomi a cui vanno aggiunti quelli di Ernesto Castellano Visaggi e della sorella Angela. Un piccolo serbatoio di ottimi atleti quello dell’ Associazione di Claudio Cannone, che con orgoglio ricorda i suoi pupilli Vincenzo Pensa e Dario De Luca, esportatori del pattinaggio “made in Salento” su pista internazionale. Nel 2008 è il Panathlon Club Lecce a riconoscere al tecnico salentino una vita di passione e sacrifici, impreziosendo il suo iter sportivo con il premio “Fair Play” alla carriera. Il presidente infine riserva una tirata di orecchie alle nuove generazioni: “ i giovani di oggi sono svogliati e sempre stanchi; il progresso e la tecnologia ha favorito l’astenia cronica di questi ragazzi, troppo impegnati con i videogiochi e tutto ciò che concerne il mondo virtuale; lontani da ambienti sani e puliti che insegnano i veri valori del sacrificio e del rispetto”.

 

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