“La maggioranza di centrosinistra alla Regione Puglia si sveglia oggi dopo 6 anni di sonno e scopre che non siamo più nel Paese delle Meraviglie?”. E’ il sarcastico commento del capogruppo del Pdl, Rocco Palese, alle polemiche in atto sui tagli ai servizi sanitari in Puglia.

“Per i primi 5 anni di legislatura Vendola e la sua maggioranza hanno vissuto di rendita, illudendo i pugliesi che fosse possibile perseguire un sogno, dicendo che avrebbero restituito il maltolto e riaperto gli ospedali, ma intanto approfittavano tutti della totale assenza di controllo nel sistema che consentiva di finanziare sprechi e clientele. Adesso – dice Palese – si svegliano e piangono lacrime di coccodrillo: improvvisamente si rendono conto che ci sono tasse, ticket, ospedali e reparti da chiudere. Noi per sei anni abbiamo denunciato il caos, i debiti, le tasse, la totale ingovernabilità del sistema; abbiamo proposto misure di controllo e contenimento della spesa che mai Vendola e compagni hanno avuto il coraggio di approvare. Oggi quindi siamo assolutamente contrari ai provvedimenti che la Giunta propone, per tre ordini di motivi: noi avremmo fatto diversamente, riducendo gli sprechi e la spesa ingiustificata senza toccare i servizi sanitari; non siamo d’accordo sul fatto che si interviene solo riducendo l’assistenza e non introducendo misure di governance e di controllo della spesa sanitaria; non siamo d’accordo perché non c’è traccia di un nuovo modello organizzativo – funzionale del sistema assistenziale. Ciò significa che questo Piano mira solo ad ottenere ulteriori 500 milioni di euro che rischiano di finire nel calderone dei debiti perché non intervenendo con alcuna norma strutturale per invertire la rotta, tra un anno ci ritroveremo con disavanzi anche maggiori, nonostante ospedali chiusi, servizi tagliati, tasse aumentate e ticket imposti a tutti, anche agli esenti”.
“Non possiamo renderci complici di un simile disastro – conclude Palese – né dell’obiettivo politico di Vendola: disastrare sempre più la sanità pugliese per poi incolpare il Governo nazionale”.