La penultima giornata del girone d’andata, giocata nel tradizionale turno del sei gennaio, ha riportato sorrisi e serenità in casa Inter alla prima partita con Leonardo in panchina. Troppo forte la squadra nerazzurra per il Napoli di Mazzarri, ma soprattutto era troppa la voglia di rivalsa

dopo il periodo difficile con Benitez, mal voluto da tutto lo spogliatoio interista; già amato da tifosi e giocatori, invece, l’ex allenatore del Milan. 3-1 il risultato finale, con doppietta di Thiago Motta e rete di Cambiasso; di Pazienza il gol del momentaneo 1-1. Se i nerazzurri dovessero continuare a giocare così, allora è plausibile aspettarsi una “remontada” che potrebbe portare l’Inter a ridosso dei cugini milanisti, neo campioni d’inverno.
La vittoria di Cagliari e il contemporaneo pareggio a reti bianche della Lazio sul campo del Genoa, infatti, proiettano i rossoneri a più cinque sui biancocelesti, rendendo impossibile un aggancio nell’ultima giornata del girone d’andata. Con un turno d’anticipo, quindi, gli uomini di Allegri sono campioni d’inverno, per la quindicesima volta nella loro storia. Importantissimo il successo in terra sarda non solo perché arrivato senza Ibrahimovic, ma anche per la giovane età dei giocatori mandati in campo (titolare il diciannovenne Merkel, mentre nella ripresa il gol del definitivo 1-0 è stato messo a segno dal suo coetaneo della Sierra Leone Rodney Strasser); importante anche l’esordio di Cassano, subito entrato negli schemi di gioco con l’assist al bacio per il giovane attaccante africano. Il barese non è ancora al massimo della forma, ma riesce comunque a mettere in mostra le sue qualità anche a mezzo servizio; importantissimo il suo inserimento in rosa anche per il ritorno di Ronaldinho in Brasile.
Non ci poteva essere una giornate peggiore per la Juventus, che nel giorno della Befana perde la partita (4-1 per il Parma), Felipe Melo per tre giornate (calcione in faccia ad un avversario) e Quagliarella per tutta la stagione (rottura del crociato del ginocchio destro). Ufficializzato Toni a titolo definitivo per rimpiazzare il napoletano, adesso a Torino si dovrà lavorare molto per provare a risorgere dopo questa batosta brutta ed inaspettata; i punti di distacco dal Milan, adesso, sono ben otto.
Atmosfera diversa in casa Roma, che ha vinto per 4-2 contro il Catania tra mille polemiche. Dopo un primo tempo disastroso, concluso in svantaggio per 2-1, i giallorossi si sono ripresi segnando tre gol, due dei quali però da annullare: il pareggio di Borriello è arrivato su assist di Riise, ma il pallone crossato dal norvegese aveva ampiamente superato la linea di fondo, mentre in occasione del 3-2 Vucinic, l’autore del gol, era in netto fuorigioco. Furibondo (a ragione) il presidente catanese Pulvirenti, che nel dopo partita si è ironicamente complimentato con l’arbitro per la doppietta. Fatto sta che ora i giallorossi sono quarti a trentadue punti, a meno due dai concittadini laziali. Bene il Palermo, vittorioso per 3-0 contro la Sampdoria, ed altrettanto bene il Cesena, corsaro al “Rigamonti”, mentre la Fiorentina, orfana di Mutu (messo fuori rosa dopo aver abbandonato un allenamento di punto in bianco), non è andata oltre l’1-1 in casa del Bologna.
Merita un capitolo a parte il derby di Puglia: che la decisione presa in un primo momento dalla Prefettura di Lecce di giocare la partita a porte chiuse fosse sbagliata lo ha dimostrato il comportamento esemplare da parte delle due tifoserie (a parte qualche petardo). Per il resto è stata una bella partita, giocata meglio dal Lecce nel primo tempo ma vinta dal Bari nella ripresa: al nuovo acquisto Okaka sono bastati poco più di 20’ per entrare nella storia dei biancorossi, segnando il gol vittoria, il primo con la nuova maglia e il millesimo dei galletti in Serie A. Vittoria importante per il Bari, che non conquistava i tre punti dal 26 settembre (2-1 contro il Brescia), e primo successo fuori casa. Sconfitta pesante invece per il Lecce, che rimane al penultimo posto a pari punti con il Brescia.