“Abbiamo riscontrato la volontà di tutte le parti sedute al tavolo tecnico di salvaguardare innanzitutto gli interessi dei produttori dell’intera filiera vitivinicola in un percorso condiviso di valorizzazione di uno dei vitigni autoctoni più rappresentativi del territorio regionale”.
Così l’Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno al termine della riunione tecnica relativa alla proposta di riconoscimento del disciplinare di produzione del vino DOC Terre del Nero di Troia

 svoltasi nella tarda mattinata di ieri presso la sede dell’Assessorato e che ha visto la partecipazione del Direttore Regionale Coldiretti Puglia De Concilio, del Presidente della Commissione Puglia in seno al Comitato Nazionale Vini, dr Bosco, del Presidente comitato Promotore Terre del Nero di Troia Matteo Cuttano, di Antonio Frattaruolo consulente comitato Promotore, del Presidente Consorzio di Tutela del Vino DOC Castel Del Monte Francesco Liantonio, del produttore DOC Cacc’e mmitte di Lucera Alberto Longo, di Antonio Gargano per Confcooperative Foggia, del Direttore Provinciale Coldiretti Foggia Scaiola Giuseppe, di Nicola Laricchia, Pietro Caragnano, Angelo Raffaele Lillo e Vito Pavone dell’Area Politiche per lo Sviluppo Rurale della Regione Puglia.
I partecipanti hanno chiarito che la proposta da portare a riconoscimento per la tutela del vitigno “Nero di Troia” per l’areale della provincia di Foggia e parte della provincia BAT è DOC  “Tavoliere” con la tipologia Nero di Troia.
Inoltre si è concordato di avviare un percorso di inserimento della tipologia “Nero di Troia”  nelle attuali Denominazioni riconosciute nelle province di Bari, BAT e Foggia ove non è prevista e di avviare il confronto tra tutti gli operatori interessati alla tutela del vitigno “Nero di Troia” al fine di ottenere la massima protezione attraverso la proposizione  di una denominazione ombrello per tutti i territori interessati alla coltivazione e trasformazione del vitigno autoctono “Nero di Troia”.
“Devo dare atto – sottolinea Stefàno – del senso di responsabilità di tutti i partecipanti che hanno voluto e saputo superare i localismi a vantaggio di una più ampia visione unitaria e lungimirante per una maggiore tenuta del sistema vitivinicolo regionale. In tal modo si creano i presupposti per azioni sinergiche foriere di benefici per tutti gli operatori del comparto. Presupposti e sinergie utili alle ambizioni della vitivinicoltura pugliese, soprattutto quando capaci di sfuggire ad ispirazioni di natura politico ideologica, che nulla hanno a che fare con l’interessi dei produttori e cui pure, nelle fasi precedenti della discussione, si è corso il rischio di soccombere.”   
 

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