Martedì scorso, ospite in una trasmissione televisiva, avevo affermato che il Lecce, in questo preciso momento della stagione, si faceva preferire al Bari; ma in sede di pronostico mi sembrava corretto supporre l’X o l’1; ebbene, ho sbagliato in pieno!

È proprio vero che i pronostici sono molto difficili da farsi, ma è altrettanto vero che si è fatto di tutto per non farmi azzeccare il risultato.
Non ci sono se o ma perché, purtroppo, il risultato è giusto e bisogna prendere atto di questo. Ad un primo tempo di discreta levatura ha fatto seguito una ripresa, dal mio punto di vista, quasi orripilante, e pensare che si aveva di fronte un Bari che più rimaneggiato di così non poteva essere, un Bari “costretto” a tenere in campo Kutuzov fino a quasi fargli esalare l’ultimo respiro, costretto a far giocare Caputo, non certo giocatore da proporre in serie A, ma, comunque, un Bari conscio che questa sarebbe stata la “partita della vita”, non certo perché derby, ma soltanto per la posizione di classifica che, in caso di sconfitta, sarebbe stata assolutamente disastrosa.
Allora, dinnanzi alla pochezza tecnica del Bari,che, però aveva molto” coltello fra i denti”, cosa ha opposto il Lecce? Il solito mescolamento di carte ( che furbone, per ingannare l’avversario!) con la proposizione dei soliti cui si deve la riconoscenza (vero “chi l’ha visto Munari?” o il Giacomazzi, capitano indomito che non trova di meglio che fare un fallaccio, graziato con il giallo della doppia ammonizione piuttosto che con il rosso diretto, o lo Chevanton che non ne ha imbroccata una neanche a cercarla con il lanternino). Se in un derby il migliore attaccante del Lecce risulta essere Fabiano Medina, noto bomber sudamericano, allora si capisce che stiamo messi veramente bene! Scherzi a parte, può darsi che qualche lettore mi accusi di eccessiva cattiveria, ma non posso essere contento del fatto che tra la peggior difesa del campionato ed il peggior attacco dello stesso, abbia prevalso quest’ultimo.
Non scordiamoci che Okaka, salvatore della patria barese, già prima ci aveva “graziato” consentendo a Rosati un ottimo intervento interdittivo; so certamente che si tratta anche di episodi, così come so che non fa testo il “famoso possesso palla”, ma è un dato di fatto che il Lecce ha avuto quasi 24’ di possesso a fronte dei quasi 30’ del Bari. Non so se per questa prestazione la responsabilità sia da attribuirsi al panettone”, ma non credo, quanto piuttosto alla volontà di “stupire”, partita dopo partita, con formazioni diverse, con moduli diversi, con calciatori diversi, con la moda degli interscambiabili per cui è importante che, specie in difesa, non si riesca a varare una linea di affidabilità (non sempre ci si può affidare agli interventi di Rosati perché sul gol di Okaka credo abbia grande responsabilità non avendo chiuso sul palo) dal momento che Fabiano non palesa velocità sufficiente per chiudere nei momenti di pericolo (del resto Okaka ha avuto tutto il tempo di stoppare di petto, girarsi, superare Donati, battere con il sinistro mentre il citato Fabiano cercava di fare la diagonale passeggiando).
Adesso, dopo questo magnifico e magnificato derby, siamo in splendida compagnia con il Brescia al terzultimo o penultimo posto, con ben 35 reti incassate e con delle prospettive non certo rosee visto che in successione ci toccheranno Lazio fuori e Milan in casa con una buona prospettiva di rimanere a 15 punti per altre due partite. Spero che qualcosa di intelligente e razionale si possa fare tipo: mettere sul mercato, sempre che ci siano acquirenti, 10/12 giocatori che non ci servono, acquistarne 2 di buona caratura, sempre che ci siano i soldi, saldare i debiti di riconoscenza  mettendo gli aventi causa come panchinari e cercando di evitare certe filosofie tattiche che, data la posizione della squadra, interessano veramente poco.
Ma, nonostante questo, sono molto contento perché è la prima volta che assisto ad un derby giocato all’insegna della correttezza sia sul campo che fuori; credo che il “rischio” corso questa volta possa essere servito da stimolo a fare ancora meglio abbassando i toni ed assegnando le responsabilità a chi di dovere. Non vorrei sentire, a partire da domani, una sfilza di se e di ma, una spasmodica ricerca di alibi, i distinguo sull’arbitro (mi corre l’obbligo ricordare che c’era il meglio possibile perché, oltre a Tagliavento, il quarto uomo era un certo Morganti!) che, visto il risultato della partita, dimostra che, in genere, le partite si vincono sul campo e non in TV o sui giornali. Si riparta da questa sconfitta per meditare e correggere.
Un BUON inizio di ANNO a tutta la tifoseria leccese ed ai lettori!