Non ci sta l’Onorevole Teresa Bellanova sul provvedimento adottato dal Ministero della Pubblica Istruzione, di non ammettere nel direttivo dell’Anvur nessun componente dell’area umanistica, né un rappresentante dell’area meridionale del Paese

Questa “mancanza” ha spinto l’Onorevole ad un’interrogazione all’indirizzo del Ministro Gelmini con le motivazioni che seguono, premettendo che l’Anvur è l’agenzia nazionale di valutazione della qualità delle Università e degli enti di Ricerca. Dal suo parere dipendono, inoltre, anche il parere per eventuali finanziamenti che premieranno le migliori università italiane, e congiuntamente le decisioni inerenti le soppressioni, la chiusura ed eventuali ulteriori decisioni per i corsi di studio universitari.
“Il Consiglio dei Ministri, in data 21 gennaio 2010, dagli organi di stampa si apprende che questa notizia ha generato numerose contestazioni da parte dei rettori delle università meridionali, dei Presidi di Lettere e Filosofia e delle associazioni accademiche di archeologi, filosofi e di tutti i rappresentanti delle materie umanistiche.

Occorrerebbe ricordare che la cultura umanistica rappresenta gran parte del nostro patrimonio culturale, ma anche  la memoria e l’identità stessa del nostro Paese. Escludere una rappresentanza delle facoltà umanistiche dal Consiglio direttivo dell’Anvur significa non rappresentare adeguatamente l’intero panorama scientifico universitario italiano. L’assenza di un “addetto” ai lavori in termini umanistici potrebbe penalizzare la valutazione della produzione scientifica in merito. La stessa scelta di non delegare una rappresentanza del Sud Italia al Consiglio direttivo dell’Anvur rischia, inoltre, di non premiare un lavoro capillare e puntuale che dovrebbe considerare e valutare l’attività di tutte le università italiane dal Nord al Sud Italia.

Chiedo se il Ministro interrogato, stante quanto sopra riportato, non ritenga opportuno intervenire con urgenza per valutare ulteriormente le decisioni scaturite in sede di Consiglio dei Ministri affinché non vengano penalizzati le università del Mezzogiorno d’Italia ed in particolare le facoltà umanistiche”.

Teresa Bellanova

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