Giovedì 27 gennaio (inizio ore 22.00 – ingresso gratuito) prosegue all’Istanbul Cafè di Squinzano (Le) Down South Battle, il primo contest Hip Hop ufficiale per MC organizzato nel Salento. In queste settimane il contest è cresciuto appuntamento dopo appuntamento coinvolgendo centinaia di Mc e

appassionati provenienti da tutta la Puglia e da molte regioni del sud Italia. La formula base di questo evento è la sfida in freestyle (improvvisazione) tra due MC, che si affronteranno a colpi di rime su strumentali strettamente Hip Hop. Il campione in carica, nominato la sera della prima battle, affronterà ad eliminazione diretta gli sfidanti (iscrizione tramite mail) che verranno scelti in gruppi da cinque per ogni serata. Le regole sono semplici: due round da un minuto a testa e un terzo da 4/4 a testa (botta e risposta) sempre da un minuto, chi batte il campione in carica prende il suo posto . L’appuntamento è fissato per ogni giovedì sul ring dell’Istanbul Cafè che ospiterà l’evento per tutta la sua durata. A guidare le battaglie sul palco ci sarà Aban (Southfam S.U.D.), ai piatti Dj Wp (Southfam S.U.D.) e l’unico giudice della serata sarà il pubblico. Ogni sfida sarà preceduta dagli Showcase dell’etichetta discografica indipendente Sud Est Records e dei vari ospiti affiliati di tutta Italia che si alterneranno nelle varie serate. Al termine della stagione verranno scelti i 10 MC rimasti più tempo in carica per partecipare alla sfida finale con in palio un biglietto aereo per due persone per Amsterdam. L’evento finale si svolgerà al termine della stagione, e culminerà con l’esibizione di alcuni dei migliori artisti Hip Hop della scena Italiana.

Venerdì 28 gennaio (inizio ore 22.00 – ingresso 3 euro) nuovo appuntamento riservato a metal e dintorni con tre band: Stillness blade, che presenteranno i brani del nuovo cd “Break Of The Second Seal: The Eternal Damnation”, Cruentus, la storica death metal band barese guidata dal virtuoso chitarrista Antonello Maggi ritorna in attività con una formazione completamente rinnovata che conta tra le sue fila membri di Natron e Deadly Strain, e Kronium, il quartetto salentino, il cui ultimo promo CD è stato prodotto da Paolo Ojetti degli Infernal Poetry, torna sul palco dell’Istanbul per proporre il suo death metal tecnico e dalle influenze che spaziano dal thrash al prog.

Sabato 29 gennaio (inizio ore 23.00 – ingresso 5 euro) all’Istanbul spazio al progetto Videomind che coinvolge Tayone, Paura e Clementino, gruppo rivelazione dell’anno che sarà in concerto per presentare il primo album, Afterparty Il loro live è un party e VideoMind è qualcosa di più un semplice progetto musicale. I Videomind nascono con un’idea ed un obiettivo musicale chiaro e preciso, fondere il rap italiano con la disco music, l’elettronica ed il funk. Il pop è la vera provocazione. Open mind-Videomind è il loro slogan! Allargare i confini del rap in italiano per ampliarne il potenziale bacino d’utenza ad un pubblico più vasto e non più solo adolescenziale è uno degli obiettivi del trio campano. Il party come inizio e fine del discorso. Ma, oltre alla festa come punto d’incontro, in questo esordio c’è dell’altro. L’ironia cara alla narrazione afroamericana sposa simpatia e melodia partenopee ed il gioco è fatto. Paura, Clementino e Tayone non hanno niente da dimostrare. Il primo, fin dai 13 Bastardi, ha fatto la storia dello stile hardocore nazionale, il secondo, col suo flow newyorkese, ha vinto qualsiasi competizione di freestyle italiana, il terzo è un turntabilst di fama mondiale, con spiccate dedizioni all’hard-bop di gusto. Insieme prendono la tradizione, ne rintracciano gli elementi e li traslano in una dimensione in cui funk, clubbing, disco e french touch sono punti cardinali di un universo hip hop capace di solcare lo spartiacque verso questo millennio. “Siamo figli e vittime della video-generation e dei tempi che viviamo” è la grande ammissione che tesse i fili di Afterparty, album d’esordio dei VideoMind. Così musicisti di calibro (come Roy Paci, Federico Poggipollini, Alessio Manna e Patrick dei Casino Royale, e ancora Daniele Franzese e Davide Beatino) entrano in studio e i campionatori diventano parte di un’orchestra propria al 2010. Il risultato è pop, o meglio, scava verso le radici fino a rintracciarne il seme nella parola “popolare”.

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