“Per una società lo sport non è un lusso da concedersi nei momenti di ricchezza, ma una chiave contro le diseconomie sociali, legate alla salute – basti pensare all’obesità nelle nuove generazioni – e all’educazione civica, ai giovani e alle periferie, al ruolo strategico di quei centri di aggregazione

territoriali come gli oratori“: così Nichi Vendola, intervenuto alla chiusura degli stati generali dello sport pugliese, svoltasi stamattina al Politecnico di Bari col convegno “Sport in progress – La Regione gioca in squadra”.
L’appuntamento ha chiuso l’omonimo ciclo di seminari partecipati per la programmazione delle politiche sportive regionali, voluto dall’assessora regionale Maria Campese e svoltosi a dicembre nelle sei province in collaborazione con il Coni. “Abbiamo condiviso gli interventi e i fabbisogni dei singoli attori territoriali – ha sottolineato l’assessora – per predisporre azioni che migliorino qualità e quantità del patrimonio sportivo regionale”. Tra le priorità scaturite dalla concertazione: la particolare attenzione verso i cosiddetti sport minori, le fasce deboli, il recupero di impianti e palestre scolastiche (tramite i fondi europei). E ancora: abbattere i costi gestionali, creare strutture sovracomunali ottimizzando i bacini d’utenza, istituire il “Libretto dello sportivo” in campo sanitario, accrescere i “punti sport”.
Strategie frutto dei risultati – illustrati dalla dirigente regionale Maria Grazia Donno – emersi dai questionari distribuiti a rappresentanti a vari titolo del movimento sportivo durante i seminari. Dai dati emerge come gli sport più praticati in Puglia siano il footing ed il calcetto, seguiti dal nuoto e acquagym, tennis e atletica leggera; il livello di gradimento è ripartito tra un 40% che si dichiara soddisfatto e un 35% che non lo è, in particolare a causa di strutture fatiscenti e insufficienti. E proprio l’impiantistica è stata al centro di un secondo censimento, rivolto agli assessorati al ramo di tutti i Comuni pugliesi (ha risposto la metà): ebbene, se le strutture più diffuse si confermano palestre, campi di calcio e calcetto, seguiti dai campi da tennis, pallavolo e pallacanestro, emerge come su 1620 impianti censiti, 1195 necessiti di manutenzione. Tra gli altri dati: il 90% delle strutture risulta accessibile ai diversamente abili, mentre il 55% dei comuni ha una convenzione per l’uso delle palestre scolastiche.
Un quadro generale, dunque, che porta alla necessità di istituire un “Osservatorio del sistema sportivo regionale”, anche per coordinare le politiche regionali con quelle nazionali, come ha sottolineato il Riccardo Agabio, vice presidente vicario Coni nazionale. Del resto, con 800.000 praticanti sportivi e oltre 9.000 società, la Puglia “vanta – ha ricordato il presidente del Coni Puglia Elio Sannicandro – un movimento che frutta campioni internazionali, formazione, idee e progetti innovativi, soprattutto con le scuole, poi ripresi a livello nazionale, come l’Alfabetizzazione motoria”.
All’incontro – aperto dai saluti dei presidenti regionali dell’Upi, Francesco Schittulli e dell’Anci, Luigi Perrone – si è anche parlato del fondamentale ruolo di promozione dello sport per tutti, grazie agli interventi del presidente Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli, del presidente UISP Puglia Vincenzo Liaci, e la testimonianza di Giusy Versace, atleta del Comitato Italiano Paralimpico e campionessa nazionale nei 100 metri agli ultimi assoluti. Altri temi cardine affrontati nella tavola rotonda – moderata dal giornalista Enzo Tamborra – sono stati il ruolo determinante della scuola evidenziato dalla dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Anna Cammalleri, e dello sport declinato al femminile, ancora mosca bianca a livello dirigenziale, di cui ha parlato la consigliera di Parità della Regione Puglia Serenella Molendini.
Appendice finale, le premiazioni, da parte della Regione, di circa trenta atleti e una decina di squadre pugliesi, distintisi per impegno e risultati in varie discipline sportive: da Pia Lionetti (tiro con l’arco) a Serena Licchetta (ginnastica), da Claudio Carrubba (karate) a Mariagrazia Alemanno (pesi), a Martina Sassani (nuoto disabili).

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