“Ora che lo dice anche Gabrielli, spero che l’opposizione regionale non metta in campo i soliti marcatori a uomo del comunicato stampa frastornato, che non prendono mai il pallone ma le gambe, commettendo falli da esplulsione”.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, a proposito della lettera con cui il Capo Dipartimento di Protezione civile Franco Gabrielli, rivolgendosi al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, ha criticato le nuove norme previste dal Decreto cosiddetto “Milleproroghe” per il sistema di Protezione civile, nonché le modalità di erogazione dei fondi in favore delle regioni Veneto, Liguria, Campania e Sicilia.
La dichiarazione di Amati segue una polemica scoppiata il 14 febbraio scorso con il Presidente del gruppo del PDL alla Regione Puglia Rocco Palese, a seguito della denuncia lanciata dall’assessore regionale di un furto di risorse ai danni della Puglia e delle regioni meridionali, con riferimento all’approvazione  (in Commissione Affari costituzionali e Bilancio del Senato) di un emendamento allo stesso decreto che destinerebbe  200 milioni di euro alle regioni del Nord colpite dai recenti alluvioni, prelevandoli dalle somme destinate alle regioni meridionali per mitigare il grave dissesto idrogeologico.
“Constato che anche il Prefetto Gabrielli è stato costretto a scrivere al premier Berlusconi per ricevere spiegazioni sull’emendamento approvato la scorsa settimana, con il quale sono stati erogati 100 milioni di euro in favore delle regioni del Nord. Gabrielli ha infatti chiesto chiarimenti poiché il Dipartimento nazionale, unico organo tecnicamente qualificato alla stima dei danni provocati da calamità, non è stato minimamente interpellato sull’allocazione delle risorse. Non solo, il Capo dipartimento  nella sua lettera denuncia che con l’avvenuta approvazione di un maxi emendamento sulla ‘Proroga dei termini previsti da disposizioni legislative’, viene profondamente alterato il quadro normativo delle competenze in materia di Protezione civile, rendendo di fatto ingestibili gli stati emergenziali che necessitano di immediatezza e tempestività. Nonostante i numerosi suggerimenti avanzati da Gabrielli infatti, è stata approvata una formula che di fatto allunga enormemente i tempi di gestione delle emergenze, poiché estende le disposizioni relative a queste ultime al sindacato del Ministero dell’Economia, con inevitabili attese del compimento di  lunghe  procedure burocratiche, anche per la localizzazione di una semplice tenda in un luogo piuttosto che in un altro. Di fronte ad una decisione come questa, il Prefetto ha avvertito che, in caso di mancata correzione dell’emendamento al prossimo passaggio alla Camera, informerà le Procure della Repubblica presenti sul territorio nazionale, non potendo il Dipartimento  assumersi più enormi responsabilità penali, civili ed amministrative a fronte della impossibilità di individuare in piena autonomia le soluzioni idonee al superamento delle emergenze”

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