“Il decreto sul federalismo municipale in discussione in Parlamento contiene una imposta patrimoniale mascherata che colpirà le attività produttive, a cominciare da artigiani, commercianti e piccoli imprenditori.” Interviene così Antonio Rotundo sul decreto legislativo sul federalismo municipale.

“L’aliquota standard fissata dal governo per il nuovo tributo (Imu) introdotto dal decreto e che sostituisce l’Ici e l’Irpef è del 7,6 per mille e tale percentuale si tradurrà di fatto in un inasprimento pesante per alcune categorie di contribuenti; in particolare il rischio di un aggravio è molto forte per gli immobili usati per attività economiche o commerciali.
Quindi per la nostra città il federalismo si trasformerà in una patrimoniale a danno proprio di quelle categorie produttive che sono il volano dell’economia cittadina e che andrebbero aiutate in un momento di grave crisi economica e non penalizzate come invece sta facendo il governo nazionale che sempre più legifera sotto dettatura della Lega Nord.
In questo quadro in cui a pagare saranno sostanzialmente i lavoratori autonomi, crediamo che occorra reagire con una iniziativa delle forze politiche cittadine per dire che non ci stiamo e che respingiamo al mittente un provvedimento che di fatto raddoppia il carico fiscale ai ceti produttivi.
Come Pd chiederemo di discutere del federalismo municipale in Consiglio Comunale, con l’obiettivo – in quella sede – di poter far giungere la nostra voce di dissenso al governo ed al Parlamento, attraverso l’approvazione di un documento che metta al centro gli interessi della nostra città.”

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