Il Caffè letterario Mimose in collaborazione con  L’officina delle Parole continua il percorso Elogio della Cultura con MusicaScritturaDegustazione presso il longue bar Manhattan di Lecce con “La Musica della Natura  ascoltiamo Vivaldi”  dedicato alle  quattro Stagioni: i concerti ispirati

ciascuno ad una stagione dell’anno  i più  conosciuti e apprezzati del  grande violinista e compositore veneziano. L’evento sarà presentato in due incontri. Il primo venerdì  11 febbraio sarà dedicato alla Primavera e all’ Estate., venerdì 18 febbraio all’Autunno e all’Inverno. Condurrà la conversazione la clavicembalista  Annamaria Mazzotta. Durante la serata interverranno Mauro Colella, Marina Colucci, Joele Micelli, Mauro Ragosta,Walter Zitano,
Coordina Pompea Vergaro.
La serata vivaldiana  avrà come ospiti tutte le forme  artistiche  per omaggiare la natura rappresentata dal grande violinista, con le note della tastiera e del  violino, arte,  proiezione video, lettura sonetti  e pittura. Primo appuntamento venerdì 11 febbraio ore 20,00.

Antonio Vivaldi, figlio d’arte, suo padre era violinista alla cappella di San Marco. Ordinato sacerdote, detto il prete rosso per la sua capigliatura, non esercitò mai. conducendo una vita libera e gioiosa al seguito di compagnie di cantanti. La sua fama di musicista si diffuse assai presto e già nel 1703 insegnava al Conservatorio della Pietà. Fu applaudito in molte  città europee fra cui Roma, Amsterdam e Vienna. La produzione del compositore veneziano è enorme: quasi 500 concerti, di cui più di 200 per violino, suo strumento preferito.
Le quattro stagioni sono capaci di interpretare i testi dei quattro sonetti relativi, che pare siano stati composti dal poeta inglese John Milton,  in grado di sfruttare tutte le potenzialità dello strumento e rimanere perfetti esemplari di stile concertistico. Vivaldi era un virtuoso del violino con il quale incantava  il pubblico con slancio e maestria.

Primavera
La “Primavera” è un concerto in Mi maggiore per violino, archi e clavicembalo.
Sonetto
Giunt’ è la Primavera e festosetti
La Salutan gl’ Augei con lieto canto,
E i fonti allo Spirar de’ Zeffiretti
Con dolce mormorio Scorrono intanto:
Vengon’ coprendo l’aer di nero amanto
E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti
Indi tacendo questi, gl’ Augelletti;
Tornan’ di nuovo al lor canoro incanto:
E quindi sul fiorito ameno prato
Al caro mormorio di fronde e piante
Dorme ‘l Caprar col fido can’ à lato.
Di pastoral Zampogna al suon festante
Danzan Ninfe e Pastor nel tetto amato
Di primavera all’ apparir brillante.                        
Estate
L’Estate è un concerto in Sol minore per violino, archi e clavicembalo.
Sonetto
Sotto dura Staggion dal Sole accesa
Langue l’uom, langue ‘l gregge, ed arde il Pino;
Scioglie il Cucco la Voce, e tosto intesa
Canta la Tortorella e ‘l gardelino.
Zèfiro dolce Spira, ma contesa
Muove Bòrea improviso al Suo vicino;
E piange il Pastorel, perché sospesa
Teme fiera borasca, e ‘l suo destino;
Toglie alle membra lasse il Suo riposo
Il timore de’ Lampi, e tuoni fieri
E de mosche e moscon lo Stuol furioso.
Ah, che purtroppo i suoi timor Son veri!
Tuona e fulmina il Ciel e grandinoso:
Tronca il capo alle Spiche ed a’ grani alteri.

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