Prevenire è sempre meglio che curare. La frase di uno spot, ma anche un saggio consiglio per tutti e soprattutto per le giovani madri alle quali si rivolge la segnalazione che Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, comunica in merito ad un allarme inserito nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea del 29.1.11, ossia il divieto dell’impiego del Bisfenolo A nei biberon di plastica

Era da qualche mese che alcuni paesi occidentali ed in particolare la Francia, la Danimarca e  il Canada  avevano  vietato l’impiego del BpA nei biberon, mentre gli Stati Uniti si erano già limitati ad individuare alcune restrizioni.
L’esecutivo europeo, rappresentato dalla Commissione Europea, spesso attenta a questi problemi, rilevate le incertezze della ricerca scientifica sulla pericolosità dell’esposizione al Bisfenolo-A (BpA) per i bambini che utilizzano biberon di policarbonato, ha ritenuto opportuno replicare quanto già fatto dai paesi suindicati in virtù del principio di precauzione, che normalmente viene adottato nel caso in cui vengono ravvisati rischi per la salute dei consumatori  o incertezze scientifiche in merito.

La Commissione ha appurato anche che l’impatto economico sulle società produttrici di biberon sarà assai limitato poche a seguito di un’analisi di mercato è stato verificato che sono già state avviate procedure volontarie di sostituzione del materiale da parte degli stessi fabbricanti.
Secondo quanto stabilito dalla citata direttiva europea che entra in vigore oggi 1 febbraio 2011, quindi, tutti i biberon contenenti BpA presenti sul mercato dell’UE dovranno essere sostituiti entro la metà del 2011 ed gli Stati membri saranno obbligati nell’immediato ad adottare e pubblicare entro il 15 febbraio 2011 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alle nuove regole. Inoltre, dal 1 marzo 2011 ne sarà vietata la fabbricazione, e a partire dall’1 giugno 2011 la commercializzazione e l’importazione nell’Unione di materiali e oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari non conformi ai dettami della direttiva.