Il risultato finale è un pareggio per due a due; un punto per parte che lascia tutto invariato, ma solo in apparenza perchè se il vantaggio rimane invariato, si assottiglia il numero di giornate di campionato utilizzabili per l’eventuale recupero.

Carattere di ferro quello messo in mostra dai giallorossi: sotto di due reti hanno rimontato e cercato anche il successo pieno. Partita vibrante con giallo nei minuti di recupero quando Caracciolo ha realizzato il tre a due che Morganti ha annullato, sommerso da un comprensibile assalto di proteste.
Due squadre abbastanza abbottonate, un pò di tensione nervosa; l’avvio è guardingo da entrambe le parti, nessuna delle due squadre intende azzardare un qualche atteggiamento spregiudicato: la posta in palio è alta, molto alta! Il più nervoso sembra essere Gianni Munari, inaspettatamente impreciso e autore del fallo che all’ottavo minuto accorda un pericoloso calcio piazzato dal limite al Brescia. La difesa giallorossa è sotto pressione e non sempre è impeccabile; Diamanti imperversa, impegna Rosati con una legnata da fuori al 13°; sulla corta respinta di Rosati, Konè si fa miracolosamente stoppare dal portiere giallorosso; il Brescia fa la partita, il Lecce pensa a contenere.
Ma batti e ribatti arriva il gol: Zambelli crossa da destra a beneficio di Caracciolo dimenticato da tutti;  la girata di testa, per uno come lui, è un compitino facile facile. E poichè la difesa del Lecce sembra ancora intenta a rispecchiarsi narcisisticamente sul due a zero alla Juve, arriva il raddoppio due minuti più tardi, sempre di tes ta, su battuta d’angolo. Roberto Rizzo corre ai ripari: Grossmuller cede il posto a Corvia.
27°: Olivera perde palla a centrocampo, viene servito Caracciolo che libera Konè al tiro davanti a Rosati; palla fuori a fil di palo. La reazione del Lecce si coglie nelle intenzioni e nella voglia di risalire, il Lecce si compatta e organizza la rimonta. Corvia, imbeccato da Munari con scambio corto,  accorcia le distanze al 31°; partita riaperta!
E’ curioso notare che, con l’ingresso di Corvia, il centrocampo giallorosso è numericamente indebolito, diminuisce dunque la protezione per la difesa che però ha recuperato la solidità smarrita in avvio. Primo tempo frizzante, giocato con intensità, gioco piacevole nonostante il terreno di gioco scivoloso.
Siamo alla ripresa; Donati staziona in posizione più avanzata disegnando di fatto un 3-5-2 che scombussola l’avversario. Il Brescia accusa un pò di rugine, il suo gioco non scorre con la fluidità  della prima frazione, ma Rizzo, cautelativamente, restituisce Donati al ruolo originario: serve equilibrio.
18°, sinistro terribile di Mesbah in diagonale; risposta di Arcari a pugni chiusi. Bertolacci accusa noie muscolari, dentro Piatti. La rimonta viene completata al 24° con una ficcante penetrazione di Munari non più rassomigliante a quello dell’incerto inizio.
A comandare le operazioni in campo c’è ora il Lecce: è più fresco, più agile, ha più energie, ragiona come il Brescia non riesce più a fare. Prudenza suggerisce che si rinforzi il centrocampo e dunque fuori Jeda per Coppola.
Del giallo finale si è già detto; non resta che archiviare questo pareggio di gran lunga più utile al Lecce che al Brescia!

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