Chi spreca, paga: Così vanno le cose del calcio ! A sprecare per primo è il Catania, e il Lecce lo punisce; più avanti è però il Lecce a sprecare, ed il Catania lo castiga: così va il calcio. Ancora una volta sono le palle inattive a rivelarsi , per i giallorossi, quale avversario poco addomesticabile.

Il Catania mette infatti a segno tre reti proprio su palle inattive; ma andiamo al dettaglio della partita.
Sùbito in avanti il Catania: per Simeone si tratta di un confronto decisivo, i suoi ragazzi ci danno dentro senza risparmio; al Lecce non resta altro da fare che contenere la sfuriata e aspettare che la pressione si allenti. Il Catania perde Capuano (19°) per infortunio; entra Terlizzi, un centrale dirottato giocoforza sulla fascia. Giallorossi un pò contratti a presidio della propria trequarti; ne soffrono le ripartenze impoverite del necessario supporto, ma il Lecce regge con sufficiente disinvoltura.
Grossmuller, ispirato da Olivera, avrebbe al 27° la palla risolutiva che il portiere etneo annulla senza soverchio sforzo. La foga del Catania non si accompagna a quel tanto di qualità e precisione che servirebbero ad impensierire Rosati: molto fumo, insomma, e niente arrosto. Anche Schellotto trova il modo di sprecare una favorevole occasione, ma in questo caso è Rosati a dire di no alzando la palla oltre la traversa. Si arriva all’intervallo trascorrendo i minuti finali secondo copione: Catania ansiosamente proiettato in avanti e Lecce serenamente al controllo. Serenemente! Troppo serenamente! Siamo infatti ai minuti di recupero trad izionalmente indigesti ai ragazzi del Gigi, minuti spesso interpretati con eccessiva noncuranza: calcio di punizione, palla tesa sull’asse verticale, Silvestre (un difensore) la sfiora di testa e per Rosati è il primo dispiacere: Catania 1 Lecce 0.
Il compito di “fare” la partita spetta ora ai giallorossi; il Lecce deve necessariamente alzare il baricentro accettando magari di correre qualche rischio; lo impone la situazione di svantaggio.C’è poco peso in attacco dove il solo Jeda è “specializzato del mestiere”, ma in ogni caso il Lecce organizza una certa pericolosità. Sul fronte opposto c’è Maxi Lopez che già al 4° si esibisce in una splendida giocata conclusa con un sinistro a fil di palo. Ancora Lopex alla conclusione due minuti più tardi: finalizza troppo centralmente un ghiotto invito di Ricchiuti. Però il Lecce insiste; insiste Olivera, insiste Munari che all’11° scodella da destra un cross per la testa di Jeda; proibito fallire l’1 a 1, ed infatti il brasiliano fa centro.
15°: Ancora Olivera, ancora il suo sapiente movimento, ancora il suo destro questa volta respinto dal palo, ma c’è Munari: posizione ideale la sua per spingere la palla in rete. Questo è il calcio: Il Catania sbaglia due volte ed il Lecce colpisce due volte. Al minuto 27 Vives ha sul destro il colpo del KO, il palo gli nega la archiviazione della partita; un vero peccato, perchè al 34° Lodi batte un calcio di punizione dal vertice dell’area (le famose palle inattive) inventando una traiettoria micidiale: palla nel sette ed è pareggio. Così va ilcalcio: il Lecce non sfrutta le sue occasioni (anche l’occhio arcigno della cattiva sorte) e il Catania ottimizza le qualità balistiche del suo cecchino, Lodi.
Ancora Lodi, ancora punizione dal limit e, ancora traiettoria micidiale, ancora gol; ma questa volta non sembra esente da responsabilità Antonio Rosati; non è impeccabile! Siamo al 40° ed il Catania è di nuovo in vantaggio.
Al 90° Corvia rileva Vives; giocherà i quattro minuti di recupero senza avere il modo di toccare una sola volta la palla. Mossa tardiva? Chissà!
Vince il Catania o più esattamente è il Lecce a soccombere per tre a due. A partita conclusa Giacomazzi scopre il modo di conquistare il cartellino rosso mentre tutta la panchina giallorossa protesta vivacemente nei confronti dell’arbitro; nervi a fior di pelle. Non è un buon segnale!

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