Il carcere di Lecce dovrebbe contenere circa 550 detenuti e tollerare la presenza di 1100, ma oggi ne ospita invece circa 1400: sono questi i dati che, secondo il segretario nazionale della Cisl Fns (Federazione nazionale sicurezza), Raimondo Inganni, descrivono ”un sovraffollamento fuori dalla norma

 

che supera ogni altra realta’ carceraria” pur ”in una situazione negativa comune a tutti gli istituti penitenziari d’Italia”. Raimondo ne ha parlato a conclusione di una visita compiuta nell’istituto leccese con una delegazione del sindacato. La situazione di sovraffollamento – e’ detto in una nota della Cisl diffusa a conclusione della visita comporta che ”il poliziotto penitenziario è costretto a sorvegliare una utenza tripla ( un agente per oltre 70 detenuti) rispetto all’ordinario, in uno spazio ridotto, che ha conseguenze di tipo igienico e sulla salubrità degli ambienti”.

Per fare fronte ai turni gli agenti hanno accumulato per gli anni 2009-2010-2011 un numero di 54.743 giorni di congedo ordinario e 415 giorni di riposo non concessi. La Cisl Fns evidenzia anche carenze strutturali con infiltrazioni di acqua in diversi reparti. Esiste inoltre, secondo il sindacato, un alto rischio di malattie infettive perchè‚ ”quando un arrestato viene aggregato presso l’istituto penitenziario pochi sono gli accertamenti che vengono svolti”. Per il sindacato ”si dovrebbero aggiungere obbligatoriamente a quelli già esistenti, come screening di routine, i test per rilevare la presenza di Tbc a tutela della salute dei lavoratori, delle loro famiglie e della comunità esterna in cui svolgono la vita quotidiana”. La Cisl Fns chiede quindi l’intervento di tutte le autorit… competenti ”perchè‚ – spiega nella nota – la realtà dell’istituto penitenziario leccese non riguarda solo gli operatori penitenziari di tutti i livelli, ma è di tutta la comunità della provincia di Lecce”.

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