Lecce è tra le dieci città che hanno aderito al progetto URBACT II – BHC – Building Healthy Communities – Costruzione di Comunità Salutari. Al suo fianco figurano le città di Torino (capofila), Amaroussion (Grecia), Bacau, Baia Mare (Romania), Barnsley, Belfast (Regno Unito), Lidingo (Svezia), Lodz (Polonia) e Madrid (Spagna) e le loro Autorità di Gestione.

Martedì 22 febbraio 2011 dalle ore 9.30 alle 13.30 presso l’Ex Conservatorio di S. Anna, in via Libertini a Lecce, è stato organizzato un evento informativo a cui parteciperanno gli addetti ai lavori. In tale occasione sarà illustrato il progetto agli interessati. In apertura dei lavori sono previsti gli interventi del sindaco di Lecce, Paolo Perrone e dell’assessore all’Urbanistica, Severo Martini.
URBACT II è un programma europeo di cooperazione interregionale finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per favorire lo scambio di esperienze tra città europee diffondendo le conoscenze acquisite in materia di sviluppo urbano sostenibile. Il Programma Urbact II rappresenta la continuazione del programma di iniziativa comunitaria Urbact I creato nel 2002 al fine di mettere in rete le città beneficiarie di programmi europei a carattere urbano (Urban I, Urban II, Urban Pilot Projects) e di consentire lo scambio di esperienze grazie alla definizione di reti tematiche.

Lecce, dunque, è partner del progetto Building Healthy Communities, mirato alla costruzione delle cosiddette “comunità salutari”. Il progetto parte dall’assunto che la salute è importante per il benessere degli individui e della società, ma una popolazione sana è anche una condizione essenziale per la produttività e la prosperità economica. La strategia di Lisbona sottolinea l’importanza della salute come un fattore chiave per la crescita economica. Tuttavia vi è una consapevolezza limitata sui contributi che una “sana” politica urbana può dare per affrontare le sfide in materia di sanità.
Le rete Building Healthy Communities (BHC) è costituita da un partenariato di 10 città provenienti da sette Stati membri dell’UE che hanno lavorato insieme al fine di capitalizzare le conoscenze e le pratiche urbane sui fattori che influenzano la salute e per creare opportunità per le città di formare e attuare le politiche per la salute dei loro cittadini.
Il principale risultato del progetto BHC sarà lo sviluppo di 10 Action Plan locali (LAP), quali proposte progettuali concrete per possibili finanziamenti derivanti da Fesr, Fse o altre fonti nazionali o europee.  Il progetto  utilizza un approccio partecipativo e “bottom up” (proveniente dal basso), attraverso il coinvolgimento attivo di un Gruppo di Supporto Locale che riunisce  gli stakeholders  locali per l’elaborazione del Piano di Azione Locale. I membri del GSL  partecipano anche  ad un programma di scambio trasnazionale mirato alla capitalizzazione delle conoscenze e pratiche sui fattori urbani che influenzano la salute ed allo sviluppo delle migliori capacità professionali, così da permettere ai partecipanti di identificare ed elaborare soluzioni efficienti.

Nel piano di azione locale della città di Lecce, una delle problematiche affrontate è quella relativa alla localizzazione dei tralicci di alta tensione. Questi di fatto risultavano, sulla base del tessuto edificato all’epoca del loro impianto, tutti ubicati all’esterno del centro abitato (attuale periferia) e pertanto non creavano alcun problema di interferenza sulla vivibilità delle zone nè tanto meno alcuna conseguenza e ricaduta sulla salute dei residenti.
A distanza di alcuni decenni la situazione si è totalmente modificata grazie allo sviluppo delle aree residenziali (e non) dell’intera città che ha determinato, in attuazione delle previsioni dello Strumento Urbanistico Generale, una crescita del tessuto edificato che è andato ad inglobare le aree interessate dalle servitù di tali tralicci di alta tensione.  Ora l’Amministrazione Comunale intende rispondere con adeguati provvedimenti di tutela della salute dei cittadini mediante l’eliminazione degli elementi tecnologici che creano dannosi campi elettromagnetici. Un obiettivo che può essere raggiunto mediante l’interramento delle stesse linee di media e alta tensione attraverso un progetto, appunto, da predisporre in collaborazione con gli Enti gestori e con le altre Istituzioni operanti sul territorio.
Le aree individuate per la sperimentazione di nuove pratiche urbane connesse alla rigenerazione urbana  e al decoro sono: il centro storico, dove alcuni interventi sono stati compiuti – e il comparto 45.                

Allo stato si sta provvedendo a valutare la fattibilità delle diverse ipotesi di interventi che il Gruppo di Supporto Locale ha predisposto in queste aree anche con il diretto coinvolgimento dei cittadini residenti.

Il risultato atteso è  la nuova fruizione della città, grazie al rafforzamento della connessione tra pubbliche amministrazioni e cittadini. Il progetto si propone di costruire il futuro a partire dalle nostre tradizioni culturali e sociali, mettendo al centro del progetto il cittadino con le sue aspettative in termini di qualità della vita e sostenibilità delle scelte operate, grazie anche  al contributo delle esperienze realizzate dalle altre città europee partner di progetto.

Il progetto BHC ha anche ottenuto il riconoscimento di progetto pilota “Fast Track”, una sorta di corsia preferenziale assegnata a progetti di alto valore. Il percorso ha avuto inizio nel mese di giugno 2008 e terminerà a luglio 2011; si sono svolti diversi Workshop Tematici e riunioni del Comitato di Pilotaggio, oltre a meeting ed incontri nelle città partners di progetto, a cui hanno partecipato rappresentanti dell’amministrazione comunale.  
L’ultimo appuntamento di questo tipo è in programma a Lecce il 14 e 15 marzo prossimi.

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