“Fino ad ora, non risulta effettuata, né a nome del Governo Vendola né a nome del Consiglio regionale, alcuna forma di celebrazione del Giorno del Ricordo sancita per legge con riferimento agli eccidi di italiani nelle foibe dell’Istria, della Venezia Giulia e della Dalmazia.

Né c’è purtroppo da stupirsi, ad opera di un governo regionale il cui presidente (all’epoca aspirante rifondatore del comunismo)  votò in Parlamento contro l’istituzione di questa giornata, mentre ci saremmo aspettati da quello del Consiglio (che ci ostiniamo a ricordare come socialista democratico)  qualcosa di più, quantomeno ad imitazione del suo predecessore, che almeno una nota ufficiale in questa occasione non la faceva mancare.
Ieri il presidente Vendola, ha definito  niente meno che  ‘colpo alla nuca del Sud’ il passaggio in Parlamento di un decreto legislativo attuativo di una legge già pacificamente vigente. Ci permettiamo ricordare che i colpi alla nuca erano quelli che i comunisti titini, con la complicità dei loro compagni italiani, infliggevano all’italiano collocato sull’orlo delle foibe perché il suo cadavere si tirasse dietro nel baratro i vivi legati a lui con strettissimi fili di ferro.
Ma evidentemente di questi crimini nei confronti dell’intera umanità al nostro governatore ed ai suoi compagni e compari, pur solertissimi nel ricordare ogni altra atra analoga tragedia purché non addebitabile al loro album di famiglia, non interessa granché. Vergogna!”.Lo comunica in una nota il consigliere regionale PDL Saverio Congedo.

 

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