Sono diciotto le pagine della relazione del presidente della commissione sanità, Dino Marino.
È così che la seduta del Consiglio regionale entra nel merito del Piano di rientro sanitario (2010/2012).

“Pur non considerandolo come strumento di ordinario riferimento, ma soltanto come un intervento di tipo straordinario, – dice Marino – il piano di rientro sicuramente è utile nel contenimento della spesa. Tuttavia, esso ha più caratteristiche di piano di razionamento che di contestuale prospettiva di adeguata coerenza con i bisogni e lo sviluppo necessari, producendo più effetti di recupero finanziario che di sostenibilità economica dei bisogni stessi. Pertanto, la situazione entra forse ora nella fase più complessa, considerato che occorre una ordinaria programmazione del sistema di soddisfazione dei bisogni di salute, in una coerente prospettiva di equilibrio economico”.
Il  presidente della Commissione Sanità, ricorda che tutto il lavoro è stato possibile dopo un attento ascolto dei bisogni del territorio e degli organi coinvolti e invita la Regione Puglia a porre in essere un’accelerazione per riorganizzare i servizi e la scelta di competenze mirate a migliorare il quadro della sanità pugliese”.
“Tremonti Fazio e Fitto che ad agosto chiesero alla Puglia – ricorda il presidente della III Commissione – un vero e proprio atto di abdicazione in favore di vincoli, condizioni, prescrizioni, clausole e per poco anche ipoteche – tra cui la famosa questione relativa ai processi di internalizzazione – la cui portata non ha trovato eguali negli accordi precedentemente sottoscritti con Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Molise, Sicilia e Piemonte. Il comportamento della Regione Puglia, nonostante tale atteggiamento oltranzista del Governo, è stato improntato alla massima collaborazione tecnica ed istituzionale tanto da aver bloccato di fatto il processo di internalizzazione e di aver assecondato una ennesima revisione testuale del Piano di Rientro in stretto raccordo con la struttura tecnica interministeriale”.
“Di fronte al compito della riorganizzazione dell’offerta di servizi, i vincoli di spesa, sia pur necessari, possono rivelarsi di più complessa realizzazione. Piani complessi di riorganizzazione e di riforma richiedono competenza – puntualizza Marino –, trasferimento di know-how, investimento mirato, soprattutto nei settori della tecnologia e del digitale. Ciò significa proporsi di organizzare veri e propri “Uffici straordinari”, in cui convogliare le competenze tecniche necessarie, a supporto dell’assessorato, per aiutare la formazione di una classe dirigente sanitaria, amministrativa e tecnica, con una vera autonomia professionale, con un’adeguata esperienza in materia di gestione, di pianificazione, di programmazione e di controllo direzionale, ovvero di esperienza nelle funzioni di orientamento alle scelte delle più appropriate azioni di tutela della salute e della metodologia della offerta. Il vero obiettivo per il nostro sistema sanitario regionale è oggi proporsi il risanamento dei bilanci e, al contempo, il miglioramento della qualità, il rispetto dei LEA, la riprogettazione dell’offerta e l’obiettivo di ridurre a quelli “incomprimibili” delle condizioni e casi da cui possono derivare situazioni di rischio, generale e clinico”.
A ciò secondo il consigliere regionale va di pari passo l’organizzazione di una funzione di controllo direzionale e valutazione della qualità delle strutture pubbliche e private. “Le priorità dovranno essere – è scritto nella relazione – la riorganizzazione della rete ospedaliera, quella dei percorsi di cura e di assistenza ospedale e territorio, il controllo della spesa e i tetti per gli erogatori privati, il sistema tariffario e il contenzioso, che appare privo di monitoraggi e controlli, gli accordi con le Università, l’appropriatezza dei ricoveri e della spesa farmaceutica, è proprio su queste scelte che si gioca il destino del nostro servizio sanitario, al di là del piano di rientro. Sul tema degli sprechi c’è stata una proposta di istituire una Commissione d’indagine, che ha trovato il favore dell’assessore Fiore e dal sottoscritto, se tale strumento può essere un’articolazione della commissione sanità. Serve, in questo settore, una accelerazione sulla centralizzazione degli appalti. Voglio segnalare che in Calabria, la Stazione unica appaltante (Sua), nel periodo gennaio-dicembre 2010, ha indetto l’80,30% delle gare, riuscendo a ottenere una riduzione dei costi per l’acquisto di beni e servizi pari a 68 milioni di euro, in particolare nel settore dei farmaci e dei vaccini”.
Marino ha, infine ringraziato il presidente della I Commissione Bilancio, Arcangelo Sannicandro, e tutti i componenti della prima e della terza commissione, che hanno svolto in questi giorni quel lavoro di audizione con le istituzioni di quei territori interessati al Piano di Riordino Ospedaliero, con i sindacati, con le associazioni di categoria, con gli ordini professionali, che hanno permesso di far emergere il quadro di insieme delle criticità, proponendo soluzioni o suggerimenti. “Ho accolto con favore – conclude Marino – la responsabilità dei sindaci dei comuni i cui ospedali sono interessati da dismissioni parziali o totali, che non hanno avuto un atteggiamento campanilistico, ma hanno chiesto per le loro comunità la contemporaneità tra le chiusure e le alternative”.

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