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“Dannato Amore”, il nuovo video con la regia di Gaetano Morbioli del cantautore salentino SIMONE PERRONE (Carosello Records/Dueffel), è presentato al pubblico oggi 14 febbraio (un po’ in cinico contrasto con la “festa degli innamorati”…).

Nel singolo c’è molta inquietudine, che in alcuni momenti pare diventare rabbia, per l’incapacità di sentire l’amore dell’altro. E la musica si fa concitata nei momenti salienti, a sottolineare l’intensità di un disagio, espresso così efficacemente a parole. Il video, al contrario, prende ironicamente le distanze dalla claustrofobia sentimentale di un rapporto ormai logoro.

Il videoclip, disponibile già dallo scorso venerdì in anteprima esclusiva su Sky.it, si trova su Youtube, sulla pagina Facebook di Simone e sui più diffusi portali video.  Il singolo, invece, è in vendita su iTunes.

Lo abbiamo intervistato:

Ciao Simone, com’è nata l’idea del video?

Ciao a voi. L’idea del video nasce in un periodo diverso rispetto a quello in cui ho scritto il brano, avevo voglia di un video divertente, che contrastasse con la serietà del tema trattato nella canzone. E’ un po’ un prendere in giro, senza cattiveria, tutti quegli amori basati sull’apparenza, gli amori che poi sfociano nell’abitudine.

Qual è il messaggio, ciò che vorresti comunicare con la tua musica?

Questa è una domanda impegnativa. Le mie canzoni nascono nella maggior parte dei casi da emozioni da istanti e ricordi vissuti, che riguardano me in prima persona, o meglio nascono dalle mie reazioni nei confronti di ciò che si muove attorno a me. Le ispirazioni più grandi me le offre la vita di ogni giorno, la mia musica è la vita, dagli aspetti più felici a quelli più crudi e oscuri che essa comporta.

Quando si compone, quanto contano cuore e passione?

In parte ho già risposto a questa domanda in quella precedente, ovviamente dipende dal genere di musica che si fa e dalle canzoni che si scrivono, nel mio caso il cuore e la passione contano tanto. Ogni cosa che scrivo parte dal cuore e non dal cervello.

Come procede la tua attività live? Che cosa aspettarsi da un tuo concerto?

Per quanto riguarda i miei live, a partire dalla scorsa estate ha avuto inizio una serie di concerti in lungo e largo per vari pub, club e piazze del Salento e della provincia di Bari, fino ad arrivare, in gennaio, sul palco della Focara di Novoli, sul quale io e la mia band abbiamo aperto il concerto degli Elio e le Storie tese di fronte a diverse migliaia di persone.
Il live per ogni artista credo sia vitale, è benzina, ti permette di provare emozioni uniche e, nel mio caso, mi da l’opportunità di esser vicino alla gente che mi segue, ma che soprattutto che si emoziona per ciò che scrivo, e penso per un artista non ci sia nulla di più bello.  
Dai miei concerti ci si può aspettare di tutto, da momenti più intimi a istanti di caos musicale e delirio, è un tipo di live in cui a prevalere sono la musica e il suono. In ogni caso, se nel bel mezzo di una canzone vi capita di vedere un pazzo con un cespuglio in testa che salta da una parte all’altra non preoccupatevi: sono io.

Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione? Avendo ogni mezzo possibile dalla tua, cosa faresti? Insomma, il tuo sogno nel cassetto e il massimo ideale artistico da perseguire?

Per ora il mio progetto principale è quello di diffondere la mia musica e farmi conoscere come cantante. Viviamo in un’epoca difficile per tutto, e per la musica ancor di più, un mondo in cui bisogna sfruttare ogni mezzo a propria disposizione per ritagliarsi spazio.
Non nego però che in un futuro, mi piacerebbe realizzare anche un progetto che non si limiti alla sola musica, ma che inglobi in se un’idea di arte più globale, una sorta di universo “Perroniano”, comprendente non solo canzoni, ma anche poesia e scrittura, due passioni che coltivo parallelamente al mio impegno musicale , e alle quali un giorno mi piacerebbe dar  voce.  Questi sono i miei obbiettivi principali, il mio sogno nel cassetto, e tutto questo è chiaramente l’ideale artistico da perseguire per ciò che mi riguarda, il concetto d’ideale artistico è un qualcosa di molto soggettivo, guai se non fosse così, allora tutti avremmo un sogno nel cassetto senza però crederci mai abbastanza e senza impegnarci tanto da riuscire a realizzarlo.

Altre anticipazioni sul tuo lavoro?

Ci sarà un nuovo singolo, che uscirà per l’estate 2011 e al quale seguirà un videoclip, e spero che finalmente riuscirò a pubblicare il mio primo album, visto che ho molte idee in cantiere e a cui vorrei dare una forma ben definita.

Un saluto per i tuoi fan e i lettori di corrieresalentino.it…

Vi saluto con quello che è diventato ormai il saluto per chi fa parte del mio fan club (che mi segue su www.simoneperrone.com – sulla mia pagina facebook ***SIMONE PERRONE*** e su www.myspace.com/simoneperrone ) e per la gente che viene ai miei concerti: JUNGLEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE….

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