“Le inchieste sulla sanità pugliese giungono a importanti punti di snodo. La politica, molto prima dei più clamorosi sviluppi giudiziari, ha compiuto radicali gesti di responsabilità: ricordo che solo dinanzi a notizie di stampa

che evocavano scenari opachi la mia scelta fu quella prima di sostituire l’Assessore alla Sanità e poi di procedere all’azzeramento della giunta. Queste scelte rappresentano un caso più unico che raro di reazione all’emergere di sistemi affaristici e di eventuali condotte corruttive.
Oggi, nelle motivazioni del provvedimento del Gip di Bari, si può cogliere un significativo ridimensionamento dell’impianto accusatorio. In particolare cade l’accusa più grave, quella del reato associativo. Restano da appurare in dibattimento singole e specifiche vicende su cui vengono formulate ipotesi di reato. Tra le misure cautelari, desta turbamento quella che ha colpito un agente della Questura di Bari posto in servizio di tutela alla mia persona: non dubito che questo poliziotto saprà rapidamente dimostrare la sua estraneità a qualsivoglia condotta illecita.  Nel confermare piena fiducia nell’operato della magistratura, auspico che l’accertamento della verità giudiziaria possa avvenire nella massima tempestività”.    

 

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