Una chiacchierata con Michele Emiliano, sindaco di Bari e presidente regionale del Pd, nella cornice delle Officine Cantelmo, per comprendere le dinamiche politiche che il centrosinistra affronta in prospettiva di una proposta di Governo efficiente

Dal locale, al regionale, al nazionale, una sola certezza per Emiliano: “chi non ha voce deve prendere parte alla vita pubblica e decidere indipendentemente dai tatticismi politici”. Il limite di tutta la politica di oggi, per il presidente, sono i partiti ma il Pd, erede di una grande tradizione italiana che sta tentando di estinguersi, non accetta il cambiamento. Intanto sono cambiati gli italiani che guardano al modello americano come guida del paese, votano la persona e pensano al partito solo come garante per il buon andamento del Governo.

Questo cambiamento è partito dalla Puglia, con Nichi Vendola, con la sua grande personalità e il suo appeal, in grado di sentire le persone e trascinare le folle. Il riferimento è chiaro: il centrosinistra deve aprirsi ad un’alleanza con Vendola alla conduzione di un grande progetto che sia in grado di ridare credibilità al partito e contrastare il berlusconismo. In altre parole il Pd deve saper costruire un leader. Dice basta il presidente al maldestro tentativo del centrosinistra di trincerarsi dietro la teoria della mancanza di mezzi che eguaglino quelli di Berlusconi, in realtà è il rinnovamento che manca. Nuove personalità nella classe dirigente, nuovi schemi e nuove proposte.

Tutto questo però, per Emiliano, deve avvenire nel lungo periodo, non si può pensare di andare subito al voto. Vendola è stato chiamato, attraverso il consenso elettorale e sbaragliando i concorrenti contro ogni pronostico, alla conduzione di una Regione ma ora, inseguendo le geometrie politiche quasi dimentica di amministrare. In questo contesto il Pd deve avere la severità e il rigore di richiamare al dovere i propri leader, l’unico mezzo per riacquistare la credibilità e prepararsi ad una vera proposta di cambiamento che in questo momento non è pronto a fare. Il quadro nazionale non presenta molte alternative, l’Udc non ha un bacino di voti tale da pensarlo come alleato ma, in ogni caso, è più comprensibile un accostamento con il neonato terzo polo, mentre Io Sud di Adriana Poli Bortone corre da solo verso il rinnovamento e nell’incertezza del nuovo, è improbabile per Emiliano un riavvicinamento al centrodestra.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

sedici + 7 =