Sabato 11 giugno (ore 21.30 – ingresso 28,75 euro, diritti prevendita inclusi) presso Lecce Fiere va in scena l’atteso concerto di Francesco Guccini, che torna nel Salento dopo otto anni dalla sua ultima esibizione live.

Il cantautore proporrà i successi della sua lunghissima carriera partita nel 1967 con Folk Beat n°1 e proseguita senza sosta lungo l’arco di quattro decenni, attraverso ventisette album pubblicati, sino a “Nella giungla”, ultimo inedito contenuto nel best “Storia di altre storie”. Il concerto è organizzato da Murciano Iniziative.

Guccini è autore di alcune delle più celebri canzoni italiane di tutti i tempi (Auschwitz, La locomotiva, L’avvelenata, Un altro giorno è andato, Noi non ci saremo, Il vecchio e il bambino, Via Paolo Fabbri 43, Dio è morto, Autogrill, Eskimo, Cyrano, Quattro Stracci, solo per citarne alcune) e ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti (Premio Tenco, Premio Librex-Guggenheim Eugenio Montale, Laurea ad honorem in Scienze della Formazione presso le Università di Bologna – Modena e Reggio Emilia). Nel 2004 è stato insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Nel suo spettacolo non esiste alcun effetto scenico; l’unica cosa che conta è il rapporto che si stabilisce fra pubblico ed interprete. La sua musica spazia, attraversando tutte le generazioni. Gli adolescenti, gli adulti e gli anziani, ognuno è alla ricerca di qualcosa di diverso e trova all’interno delle sue parole e della sua musica un proprio privato e sottile spazio identificativo. Ama considerarsi appartenente alla famiglia dei cantastorie dai quali ha ereditato una tecnica raffinata nella costruzione dei versi delle sue canzoni, unica nel suo genere. Guccini è certamente “politico”, ma nel senso lato del termine. Politico è il suo modo di raccontare le cose, mai, o quasi mai, avulse da una realtà che dal particolare (necessariamente) può, anche arrivare all’universale. Politico è il suo modo di poetare (meglio sarebbe dire narrare, essendo probabilmente Guccini un narratore, non un poeta) strettamente legato ad una forma dubitativa espressa attraverso una velata ironia che è una delle caratteristiche più interessanti di Guccini. Il ma, il forse, l’oppure cui ricorre ampiamente nelle sue canzoni servono a stemperare le sue affermazioni, che, più che tali, sono invece pensieri suscettibili di diverse interpretazioni.

Secondo Umberto Eco, Francesco Guccini è “il più colto dei cantautori in circolazione: la sua poesia è dotta, intarsio di riferimenti…”. Il Premio Nobel Dario Fo lo considera “la voce di quello che un tempo si diceva il “movimento”. Oggi, semplicemente una voce di gioventù. E cioè di granitica coerenza con il proprio linguaggio e pensiero. Nella sua opera c’è un discorso interminabile: sull’ironia, sull’amicizia, sulla solidarietà”.

Il 25 gennaio 2011 è uscito “Malastagione”, il quinto capitolo della fortunata serie di gialli scritti a quattro mani con Loriano Macchiavelli.

Francesco Guccini è accompagnato sul palco da Ellade Bandini (batteria – percussioni), Juan Carlos “Flaco” Biondini (chitarre), Roberto Manuzzi (sax-armonica-fisarmonica-tastiere), Antonio Marangolo (sax – percussioni), Pierluigi Mingotti (basso), Vince Tempera (pianoforte – tastiere).

 

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