Novità nelle indagini riguardanti il furto di 892 bancali fotovoltaici da 8 milioni di euro, di cui si è data notizia ieri pomeriggio. La squadra mobile della Questura di Lecce, con la collaborazione di quella di Caserta, è riuscita a rintracciare circa la metà dei pannelli dopo accurati controlli, ritrovandoli in un capannone a Maddaloni, in provincia di Caserta.

Qui sono state arrestate due persone, per il reato di ricettazione; si tratta di Pasquale Amoroso, 39 anni e Mariano Briglia, di 43 anni e già noto alle forze dell’ordine. Il primo risulta essere il proprietario del capannone nel quale sono stati ritrovati i pannelli, mentre Briglia si sospetta essere il committente che ne ha richiesto la custodia. A Caserta altri due sono stati denunciati a piede libero per la medesima accusa e si sospetta siano i mandanti del furto.

Nel leccese invece, sono sette le denunce per furto aggravato – tra persone e società – per cui la polizia di stato sta indagando le diverse responsabilità.
Le indagini sono iniziate immediatamente, quando ieri mattina intorno alle 6.30, i proprietari dei capannoni che custodivano i bancali fotovoltaici, si sono accorti del furto e hanno sporto denuncia al commissariato di Galatina. I pannelli appartenevano alla società spagnola Avanzalia Italia Srl, che ha una sede legale a Milano e con cui era in programma un progetto per costruire un campo fotovoltaico a Soleto. Quando il contratto è saltato, i pannelli sono rimasti nei capannoni in attesa di nuovi accordi.

Nel primo pomeriggio di sabato però – stando alle indagini – una banda di malviventi probabilmente composta da gente esperta del settore, ha compiuto il furto da 8 milioni di euro, senza essere notata per via dell’assenza di telecamere e di sicurezza nei capannoni. Solo lunedì quindi, i proprietari si sono accorti del fatto. Nel frattempo i malviventi, con l’utilizzo di 6 tir Iveco – di cui ne sono stati sequestrati 5 – hanno trasportato in Campania i bancali, riuscendo a farne sparire la metà. Solo 448 infatti, sono i pezzi ritrovati a Maddaloni, mentre i carichi trasportati in provincia di Napoli a S. Antimo sono scomparsi, probabilmente caricati su altri tir e portati fuori Italia per essere piazzati. Si ipotizza che i tir abbiano avuto tutto il tempo di fare diversi viaggia tra Puglia e Campania, anche perché è stato calcolato che per portare via tutti e 892 i pannelli ci sarebbero voluti ben 52 autotreni.

E’ stato possibile rintracciare i carichi grazie agli impianti gps di due dei camion, non appena la squadra leccese ha ritenuto plausibile il coinvolgimento della ditta di trasporti proprietaria dei tir. Trovate le coordinate dei mezzi infatti, è stato possibile scoprire il luogo in cui una parte dei bancali – che possedeva codici di riconoscimento compatibili con quelli rubati – era stata nascosta. Uno dei mezzi è stato fermato poi sulla strada statale Lecce-Brindisi proprio di ritorno da uno dei viaggi, ieri pomeriggio.

Le indagini del commissariato di Lecce, cercheranno di svelare adesso i punti rimasti ancora oscuri e capire se vi siano altre ditte coinvolte nel furto e nel piazzamento degli impianti.

 

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