“Si ritiri la delibera della vergogna” è lo slogan del sit-in di protesta di stamattina a Lecce, all’ingresso del Palazzo dei Celestini sede della Provincia e all’indirizzo di tutto il Consiglio provinciale. L’”Affare Colacem”, lo ha definito il Comitato Intercomunale “Non inceneriamo il nostro futuro” che si è formato a difesa di quello che a loro avviso è la devastazione del territorio.

Un affare che ha visto la complicità di maggioranza ed opposizione di Palazzo dei Celestini in seguito all’approvazione unanime dell’ordine del giorno proposto dai consiglieri Roberto Marra e Salvatore Polimeno in merito al coincenerimento del cdr dell’impianto Colacem di Galatina lo scorso 21 febbraio. Indignati, i rappresentanti del Comitato, formato da diverse associazioni ambientaliste e dai comuni contrari al provvedimento, hanno sfilato invitando anche la popolazione a farlo, per chiedere  al presidente Gabellone la convocazione urgente di un Consiglio provinciale monotematico che ritiri la “delibera della vergogna”e ratifichi la totale contrarietà al coincenerimento già espressa dalla Commissione Ambiente Provinciale.

Eppure il presidente Gabellone si disse certo di una buona pagina della politica territoriale in difesa dei cittadini, subito dopo l’approvazione della delibera incriminata, “l’intenzione della Provincia è quella di garantire massimo rigore, non transigere su controlli nel sottosuolo e all’esterno che siano effettuati 24 ore su 24, di pretendere soluzioni tecniche sempre e in ogni caso migliorative delle attuali in materia di compatibilità ambientale, che siano certificate e certe, di pretendere un monitoraggio costante e visibile, conoscibile dal cittadino attraverso ogni strumento di trasparenza”, fu la sua dichiarazione a caldo.

Non dello stesso avviso il presidente del movimento Azzurro Popolare Aldo Aloisi, che già all’indomani del provvedimento si disse sconcertato per l’approvazione di un ordine del giorno che smentiva un precedente monito della commissione competente la quale, solo nel dicembre scorso, aveva aderito alle rimostranze dei comitati cittadini che intendevano ostacolare tale scelta , schierandosi in difesa della salute del territorio e della popolazione. La decisione del Consiglio provinciale, inoltre, non ha tenuto conto dei Consigli comunali che avevano già manifestato contrarietà al coincenerimento: Sogliano, Cutrofiano, Corigliano, Zollino e Soleto. Quest’ultimo è stato il primo comune a muoversi in una protesta popolare all’indirizzo di una “assise provinciale che ha offeso la dignità delle istituzioni” si legge in una nota diramata e ancora:“I comitati si dichiarano ingannati da tutta la politica provinciale, come per il CDR, allo stesso modo ai proclami contro la devastazione del paesaggio salentino ad opera dei mega impianti industriali, da mezzo o più megawatt di potenza, di eolico o fotovoltaico nelle campagne salentine, non è seguito alcun atto concreto di blocco, ma tutt’altro!”

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