Permettere a tutti i cittadini di creare, migliorare, copiare, distribuire e studiare il software usato dai sistemi informatici della Regione Puglia per gestire tutta la sua attività amministrativa, e portare così nelle case dei pugliesi non solo la documentazione utile a garantire la massima

trasparenza sul processo decisionale dell’Ente, ma anche sulla stessa maniera di gestirlo e di renderlo fruibile attraverso sistemi informatici moderni e in continua evoluzione, modellati sulla base delle esigenze e delle competenze di ogni singolo utente. Si basa su questi presupposti la legge sulla nascita del software libero (‘open source’) che il Partito Democratico pugliese ha presentato in Consiglio regionale.

“La Regione Puglia – dichiara Sergio Blasi, segretario regionale del PD – senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, individua  un Centro di competenza, aperto alle Università e alle associazioni degli enti territoriali, no-profit e delle imprese, che  favorisca  lo sviluppo della digitalizzazione attraverso l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in tutte le attività al fine di superare le barriere interne all’introduzione dell’e-business, nelle imprese e nelle amministrazioni pubbliche. L’introduzione di questa legge, incentiverà lavoro e nuovi occupati in tutte le aziende locali che operano nel settore informatico e sviluppano software non proprietario. Dunque, si tratta di un processo democratico – continua Blasi – che garantisce meno costi per i cittadini e per la Pubblica amministrazione. A questo si aggiunge una sempre crescente partecipazione dell’utente all’attività degli Enti pubblici dei quali possono monitorare ogni iniziativa attraverso un sistema creato dal cittadino e per il cittadino”.

Nata nella Rete e per la Rete, la legge è partita dalla volontà della segreteria organizzativa del partito e poi sul web, giorno dopo giorno, è stata costruita con il contributo fondamentale dei giovani democratici e di tantissimi internauti.

“E’ la prima volta – spiega il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Antonio Decaro – che una legge nasce sul web. Del resto – sottolinea – non poteva avere un destino diverso qualcosa che nasce per garantire un processo democratico nella formazione dei sistemi informatici della Pubblica amministrazione”.

Ma quali sono i vantaggi del software ‘open source’? Prima di tutto la libertà: per esempio quella di eseguire il programma, per qualsiasi scopo; oppure la libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità. Poi ci sono la libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo; quella di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.
Non da meno, poi, è la libertà di risparmiare per la Pubblica amministrazione e per l’utente finale: il cittadino. Con il software open source, infatti, la Regione Puglia e le società partecipate al 100% dalla Regione, diventerebbero titolari del cosiddetto ‘codice sorgente’, ovvero il codice che concede solo ai produttori di sistemi operativi e di programmi applicativi la possibilità di modificare gli stessi, sotto il pagamento di cifre molto elevate. Tutti soldi che saranno risparmiati con l’utilizzo del software open source.

Insomma, con il software open source la Pubblica amministrazione e i cittadini cresceranno insieme, sulla strada della reciproca collaborazione e del sostegno comune.

 

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