Potrebbe presto ritornare a casa il poliziotto leccese, detenuto nel carcere di Dubai dallo scorso 6 dicembre. Per lui, infatti, si intravede la possibilità di una scarcerazione. La sua detenzione nella prigione dell’areoporto di Dubai, nel frattempo, è giunta al 78esimo giorno.

78 giorni trascorsi in cella con le accuse di offesa al pudore e condotta sconveniente, per aver importunato una passeggera indonesiana su un volo della compagnia Emirates. Reato per il quale l’ordinamento giudiziario arabo prevede una pena non inferiore ai 30 anni.

L’agente, un 48enne, ufficiale medico, in servizio a Roma, qualche giorno fa, ha anche avuto un peggioramento delle condizioni di salute, dovuto alle crisi depressive, di cui soffrirebbe.

L’allarme, fortunatamente, è rientrato subito; il poliziotto ha contattato telefonicamente i familiari, rassicurandoli circa il suo stato di salute.

Intanto, si attende l’esito della perizia psichiatrica, richiesta dagli avvocati difensori, per stabilire se il leccese, al momento dei fatti, fosse capace di intendere e di volere. Soltanto quando i periti incaricati depositeranno gli atti, passaggio previsto per la fine di questa settimana, il Magistrato del Dubai deciderà se disporne il rinvio a giudizio o la scarcerazione. Forse, per l’agente salentino, l’incubo potrebbe presto finire.

 

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