Si è tenuta ieri sera alle 18.30 presso la Libreria dello Studente, a Lecce, la presentazione del romanzo “L’amore fuggitivo” di Pamela Serafino. La serata ha visto la partecipazione di Marisa Grande, critica d’arte e saggista, che ha introdotto il romanzo mettendo in luce la profondità della storia e la bravura della scrittrice nel condurre il lettore incuriosendolo e offrendogli diversi spunti di riflessione strettamente collegati alla nostra attualità.

Nella libreria, in occasione della presentazione sono state esposte le opere delle artiste salentine, Marina De Giorgi e Fulvia Quarta.

Il romanzo si dipana attraverso un serie di contraddizioni, “un gioco di luci ombre”, volendo ripetere le suggestive e veritiere parole di Marisa Grande, che ben rappresentano lo spirito del protagonista, Antonio, un uomo che cerca di riprendere in mano la sua vita, ormai annientata dal dolore per un amore ormai così lontano da riecheggiare la morte.
La prima contraddizione che avvince il lettore tanto da tenerlo con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, come sottolineato da Marisa Grande, emerge già dal titolo del romanzo: siamo tradizionalmente abituati ad abbandonarci al romanticismo e ad accostare all’amore l’idea dell’eternità, dell’indissolubilità, l’autrice, invece, ci suggerisce subito che questo è un amore difficile, perché fatto da un continuo rincorrersi, un amore violento, non nell’accezione più banale del termine, ma violento perché vissuto con impeto, perché porta Antonio e Sara a vivere in una dimensione che li estranea, li trasporta laddove la vita, la vita vera, sembra sempre più lontana.
Un titolo rappresentativo che non delude le aspettative del lettore: l’autrice, con uno stile impeccabile e ricco di metafore, ci trasporta dunque in questa nuova dimensione, quasi a farci rivivere intensamente non attraverso gli occhi di Antonio, ma piuttosto attraverso il suo cuore martoriato e la sua psiche devastata dai dubbi del passato, la sua storia d’amore, che sembra proiettarsi, probabilmente solo nelle speranze del protagonista, nel  futuro che già per definizione è imprevedibile, non prendendo in considerazione il presente, troppo difficile da vivere perché maledettamente reale.

La scrittrice, alla sua prima prova narrativa, sceglie un io narrante che coincide con il protagonista, Antonio, e si mette quindi nei panni di un uomo per prendere distanza dalla storia, di per sé estremamente coinvolgente, e per raccontarci attraverso la sua voce la figura di questa donna, Sara, che conduce la storia, non come protagonista del romanzo, ma come protagonista della storia d’amore, perché è la sua volontà imperiosa di non voler vivere che trascina Antonio in un baratro in cui ogni via di fuga è offuscata.

L’ambientazione del romanzo ci è familiare, tutta la storia si svolge avendo come sfondo la città di Gallipoli, con il suo centro storico ricco di vicoli e vicoletti, straordinariamente intrisi di storia che sfociano in un mare azzurro, rassicurante perché familiare, ma tempestoso perché imprevedibile; Pamela ci descriverà più volte la città, una descrizione puntigliosa, ma mai esagerata, perché saggiamente dosata: l’attenzione del lettore sarà rapita ogni volta da un particolare diverso, alle volte un palazzo antico, alle volte un cancello, altre ancora una casa…solo pochi elementi che orientino la lettura senza però appesantirla.

Alla presentazione che ha visto impegnate sia l’autrice che Marisa Grande, che ha curato anche la prefazione del libro, è seguito un interessante dibattito, che ha coinvolto tra i tanti anche il professor Minonne. È stata messa in luce la poliedricità di questa storia, che si sviluppa dando al lettore la possibilità di mettersi in gioco e si conclude senza una risposta definitiva, ma dando la possibilità ad ognuno di ricercare la propria risposta sulla base del proprio vissuto.

L’amore fuggitivo di Pamela Serafino – Edizioni Progetto Cultura / Collana Le scommesse- 144 pagine. Costo di 12 €. In vendita a Lecce presso la Libreria Palmieri e la Libreria dello Studente.

 

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