”Caro Vendola, ti pongo due domande e confido in tuo atto di onesta’ politica e intellettuale. Caro Vendola, come sai ti apprezzo, ci unisce la fede, e non e’ poco. Pur non condividendo nessuna delle tue posizioni politiche, cio’ non mi impedisce di seguirti con rispetto.

Vorrei, sulla base di questo rapporto, porti due domande: cosa pensi mi sarebbe accaduto e che cosa avrebbero detto di me, se fossi stato intercettato, se le intercettazioni fossero state date in pasto ai giornali e avessi detto, come tu avresti detto, di essere pronto a cambiare una legge per piazzare una persona a te (a me) legata?”. E’ quanto afferma il coordinatore del Pdl Sandro Bondi in una lettera aperta al governatore della regione Puglia, Nichi Vendola. ”Seconda domanda: sulla base di questa esperienza che ti investe, immagino dolorosamente, perche’ non ti esprimi anche tu, chiaramente e coraggiosamente, contro questa barbarie delle intercettazioni e della loro pubblicazione indiscrimanata sui quotidiani? Confido davvero in tuo atto di onesta’ politica e intellettuale, di cui ti so capace”, conclude Bondi.

 

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