Dai documenti dell’inchiesta sulla Sanita’ in Puglia, che ha prodotto oltre cinquemila pagine di intercettazioni e verbali, affiorano anche le parole di Vendola, ascoltato dal pm Desiree Digeronimo il 6 luglio 2009 come persona informata sui fatti. ”La scelta dell’assessore alla Sanità (Tedesco, ndr) mi ha tolto il sonno per diverse notti”, dichiara Vendola.

In merito alle nomine nelle aziende sanitarie locali, ”Volevo impermeabilizzare per quello che era possibile le Asl”, spiega. ”Avevo un diffuso chiacchiericcio sulla permeabilità della Asl di Lecce, all’invasione della politica, e a quel punto mi sono orientato a cambiare la cosa”.

“Non per entrare in una contesa interna alla sinistra, ma per amore di storia e verità, conviene sempre rileggere le vecchie carte”. Lo dice in una nota il capogruppo del Pdl in Consiglio Regionale, Rocco Palese. “In queste ore – sostiene Palese – Vendola dice che l’assessore Tedesco gli fu segnalato e quasi imposto dal Pd; Emiliano risponde che non è vero. Ed è lo stesso Vendola a dare ragione ad Emiliano nella seduta del Consiglio Regionale del 16 ottobre 2007 sul conflitto di interessi dell’assessore, sollevato da Italia dei Valori, ripreso da una nostra mozione, non negato dallo stesso Tedesco che in aula resocontò le attività delle aziende della sua famiglia. E proprio dai resoconti stenografici di quella seduta è utile riprendere quel che disse testualmente il Presidente Vendola: “Alberto Tedesco non mi è stato imposto dai DS e dalla Margherita, secondo le ricostruzioni fantasiose di allora, ma l’ho scelto liberamente, così come ho scelto liberamente ciascuno degli assessori della mia Giunta, anche in totale indifferenza nei confronti dei diktat che mi giungevano da alcuni partiti. L’ho scelto – e penso di aver fatto una buona scelta – e oggi, nel nome di una idea della moralità e di una idea della coerenza con la mia storia, chiedo ad Alberto Tedesco di restare al suo posto, perché dobbiamo affrontare le sfide vere, le sfide più impegnative, ossia quelle per restituire centralità agli ammalati nel nostro sistema sanitario”.
Così come nel curriculum dell’attuale assessore alla salute, Tommaso Fiore, pubblicato sul sito della Regione, si legge: Consulente dell’Assessorato alle Politiche della Salute (Regione Puglia) dal giugno 2006 al giugno 2007. Consulente della Presidenza della Giunta Regionale Pugliese per la Sanità dal giugno 2007 a giugno 2008. Il Presidente, quindi, ben prima che venisse sollevato il conflitto di interessi e per almeno un anno dopo, aveva un suo uomo di fiducia accanto all’assessore e ha tenuto quell’assessore in Giunta fino a febbraio del 2009. Possibile che né Vendola né i suoi uomini si siano accorti di nulla?
Per non dire poi delle amnesie del collega Blasi che oggi annuncia, come fossero rivoluzionarie, proposte da avanzare al Consiglio Regionale sull’azzeramento dei vertici della sanità e sull’inserimento di norme che prediligano la meritocrazia e lascino fuori la politica. Quelle norme noi le abbiamo presentate ben 9 volte in Consiglio Regionale negli ultimi sei anni e per nove volte sono state respinte da Vendola e dalla maggioranza di sinistra spesso senza neanche essere messe ai voti. Ammesso, quindi, che Vendola si sia reso conto delle falle del sistema gestionale della sanità solo a febbraio del 2009 quando ha dimissionato Tedesco, da allora ad oggi non solo non ha fatto nulla per cambiare le cose, ma la situazione nelle Asl che lui stesso ha definito slot machines, è decisamente peggiorata. Anche su tutte queste contraddizioni politiche  – conclude Palese – speriamo di sentire una parola dal Presidente Vendola nella seduta di Consiglio di martedì nella quale abbiamo chiesto che lui renda una informativa urgente sull’intera vicenda”.  

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