Due interrogazioni parlamentari sono state presentate, una al senato da Vincenzo Vita del Pd ed un’altra alla Camera da Giuseppe Giulietti, del Gruppo misto, per sapere dai ministri degli Esteri e delle Politiche sociali perche’ don Cesare Lodeserto, ex direttore del centro di permanenza

temporanea Regina Pacis di San Foca, vive in Moldavia e continua a gestire altri progetti della Fondazione Regina Pacis nonostante ”le gravi e numerose condanne nelle quali e’ incorso”. Don Cesare Lodeserto, il 14 dicembre 2010, e’ stato condannato con rito abbreviato – si legge nelle interrogazioni – a un anno e quattro mesi di reclusione per truffa aggravata ai danni dello Stato: avrebbe percepito oltre 230.000 euro dal Dipartimento per le pari opportunita’, somma destinata al recupero delle donne scampate alla prostituzione, ma mai utilizzata per il finanziamento del programma. Per don Lodeserto questa e’ stata la quarta condanna. Nel maggio del 2005 – si sottolinea nelle interrogazioni – era stato condannato a otto mesi di reclusione per simulazione di reato, avendo inviato al proprio telefono cellulare minacce di morte al fine della concessione della scorta e nel luglio dello stesso anno era stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per violenza privata e lesioni ai danni di 17 migranti di origine maghrebina che avevano tentato la fuga dal Centro di Regina Pacis. Infine, nel settembre del 2007, era stato condannato dal gup del tribunale di Lecce – si legge ancora nelle interrogazioni – a cinque anni e quattro mesi di reclusione per i reati di calunnia, minaccia per costringere a commettere reati, abuso di mezzi di correzione e sequestro di persona nei confronti di alcune ragazze migranti ospiti del centro.

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