Giovanissima brindisina classe ’84, nel 2005 viene alla luce la sua prima raccolta di poesie Pensieri nel Vento edita da Kiemrik Edizioni. Fanno seguito altre pubblicazioni in antologie di autori contemporanei. Nel frattempo continua a dedicarsi alla pittura, conseguendo successi e partecipando a numerose esposizioni.

Ci vuoi raccontare il tuo percorso artistico, quando hai iniziato a interessarti alla poesia e al disegno?

Ho sempre amato l’arte, ritenendola il risultato più alto dell’ingegno e della sensibilità umana. Non potrei vivere senza arte, col tempo è divenuta parte indissolubile della mia anima.
Ricordo che scrissi la prima poesia all’età di sei anni a scuola, suscitando la meraviglia di una maestra che animò in me l’amore per la scrittura. Da allora non ho mai accantonato la poesia, figlia e madre del mio pensiero. Come hai anticipato, nel 2005 venne alla luce la mia prima raccolta di poesie, “Pensieri nel vento”; una raccolta frutto di un immaturo amore per la scrittura. Amore questo, che è cresciuto nel tempo, e si è completato con la pubblicazione di cinque antologie di poeti italiani, per conto di diversi editori italiani. Nel 2007 due mie poesie vennero inserite in una raccolta di poesie dall’Ottocento ai giorni nostri; in quell’occasione ebbi la fortuna di vedere il mio nome, annoverato assieme a tutti i grandi nomi della poesia italiana.
Nel Novembre del 2009 arriva la volta di “Canto di Te”, edita da Damiano Edizioni. Una raccolta questa, che racchiude pensieri d’amore. L’opera è stata pubblicata e distribuita in tutta Italia, la si può ordinare sul sito della casa editrice www.edizionidamiano.com, o presso  una libreria. Questa raccolta mi ha donato grandi soddisfazioni, soprattutto poichè mi ha concesso di avvicinarmi alla gente. Dopo “Canto di Te”, inizia una nuova fase poetica, in cui i versi prendono nuova vita per mezzo di uno stile scrittorio meno “sanguigno” ed istintivo, ma più incisivo e razionale(sebbene la poesia sia un’opera razionale).
Di pari passo alla scrittura, è cresciuto in me l’amore per la pittura ed il canto. A mio malgrado ho accantonato il canto riprendendolo solo ora, assieme il mio fidanzato, Pietro, con il quale ho formato un duo acustico.
La pittura o il disegno, invece, sono sempre state la naturale estensione della mia anima. Ho cominciato ad esporre a quattordici anni, e da allora ho avuto occasione di esporre in svariate gallerie del mio territorio.
Nel 2008 fui incaricata dall’apostolato del mare e dalla capitaneria di porto di Brindisi, di dipingere il ritratto del Santo Padre, Benedetto XVI, in occasione della sua visita alla città di Brindisi, il 14 Giugno del 2008. Il dipinto venne donato al papa, ed ora è situato nelle stanze papali in Vaticano. Questa commissione, mi consentì di accrescere la mia autostima di artista e di farmi notare dai miei concittadini e non solo.
Contemporaneamente ho continuato a ricevere inviti ad esporre in numerosissime gallerie, di Italia e non solo; posso menzionare Barcellona e Tokyo. Purtroppo non mi è stato possibile accettare tali inviti, poichè forse non mi sono mai dedicata abbastanza alla pittura, prediligendo il disegno e l’illustrazione. Mi propongo però, di ricominciare la mia attività di pittrice.

Quali artisti o idee hanno avuto maggiore influenza sul tuo lavoro?

Ogni artista ed ogni forma d’arte per me, sono fonti inestimabili di ispirazione. Da bambina mi ispiravo agli animatori della Disney, casa per la quale sogno di lavorare. Col tempo, ho cominciato ad amare la storia dell’arte, ritrovando negli artisti che la storia ci ha donato, la testimonianza più viva, di quanto l’arte possa essere meravigliosa. Da adolescente amavo particolarmente Leonardo da Vinci e l’arte del rinascimento; poi sono passata ad amare gli impressionisti ed il realismo. Il mio amore per l’arte mi ha esortato a frequentare la facoltà di Beni Culturali di Lecce, che ho lasciato momentaneamente per dedicarmi alla scrittura. Ora più che l’arte del passato, preferisco seguire l’attività di illustratori e fumettisti, che vedo più vicini al mio vivere l’arte. Illustratori come Alan Lee, Brian Froud, Victoria Frances, Luis Royu , ecc… sono illustratori che suscitano la mia immensa ammirazione.

C’è una delle tue poesie cui sei maggiormente legata?

Una madre può scegliere quale dei suoi figli ami di più? Una domanda la mia, per far comprendere quanto per un artista sia difficile esprimere una preferenza riguardo le proprie opere, ritenute parti della mente; e la parola parti è intesa proprio come parto, come dono alla vita da parte dell’artista; egli si dona al mondo e dona alla sua opera, un frammento della propria anima. Ogni opera nasce e vive di patos, gioia e dolore, così come un bambino viene alla luce di carne, sangue ed ossa.
Ad ogni modo, potrei designare tra le mie favorite, le ultime poesia, poiché figlie di un più maturo approccio alla poesia. In assoluto però, sono umanamente legata alla prima poesia che scrissi venti anni fa, che è tutt’ora custodita in un cassetto, assieme a quei sogni che carezzo ogni tanto.

Qual è il tema delle tue illustrazioni?
Il tema principale delle mie illustrazioni è il Fantasy, così come il tema dei miei ultimi scritti.

Perché le fate sono il soggetto che disegni con più frequenza?

Le fate esprimono come poche creature, un senso di levità, armonia, poesia, che solo la natura riesce a comparare. Le fate sono portatrici di incanti e magia, così come l’arte. Ho cominciato da bambina a disegnare fate, ispirata dalle fate delle fiabe che leggevo. Rapita dalla splendida ” Campanellino” di James Matthew Barrie, ho dato vita nella mia mente, ad una miriade di fate, che ora rivivono nelle mie illustrazioni. Alle fate, si sono susseguiti gli elfi, le mirabili creature dipinte da  John Ronald Reuel Tolkien, nel suo “Signore degli Anelli”. E’ stato proprio il suo libro, a stregarmi, gettando in me il seme della fantasia e dell’amore per il genere fantasy nella scrittura.  Le fate e tutto il mondo magico ad esse connesso, mi ha sempre affascinata, c’è magia nel mondo, basta saperla sentire… Unicorni, draghi, cavalieri, sono stati nella mie infanzia, i miei compagni di gioco, ed ora sono i miei compagni di viaggio, nel cammino della scrittura e dell’illustrazione.

In primavera uscirà “Fiabe dalla Terra di Liantha” cosa puoi anticiparci?

“Fiabe dalla Terra di Liantha”, è per l’appunto una raccolta di fiabe; dodici sono le fiabe custodite in questo scrigno. Saranno tutte illustrate, ed ognuna di esse è stata pensata per irretire l’attenzione dei bambini. Ahimè devo riconoscere che i bambini di questa generazione, crescono con valori forse sbagliati; internet e la tv allontanano le piccole menti, dalla lettura e dalla fantasia. Fa bene sognare, fa essere adulti migliori… Personalmente sono sempre stata una sorta di “Alice nel paese delle meraviglie”, sempre con la testa tra le nuvole, ma questo non mi ha impedito di vivere la vita, apprezzandone ogni sfumatura.
Le mie fiabe si propongono l’intento di rifarsi alle fiabe di una volta, quelle dei Fratelli Grimm,  Hans Christian Andersen, Clive Staples Lewis; sono racconti godibili anche da un pubblico adulto, poichè la fantasia non ha età.

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

Speranze… Il futuro ahimè è un’incognita per tutti al giorno d’oggi, soprattutto per i giovani ed i sognatori, che appendono il proprio domani a speranze, quasi sempre disattese.
Non so cosa mi aspetterà il futuro, spero solo di poter continuare a fare arte nel modo più onesto concessomi. Non nascondo che tra i miei sogni, vi è quello di divenire una scrittrice  fantasy ed un’illustratrice di successo. Mi piacerebbe lavorare con importanti case editrici, o case di animazione.
Di certo, c’è che a Natale del 2011 uscirà un mio romanzo fantasy; nel 2012 sarà la volta di un altro romanzo. Le poesie dovranno attende un pò, prima di essere nuovamente pubblicate. Ho in progetto di scrivere anche una raccolta di racconti Dark-Gothic e perchè no, Horror, d’altronde ho sempre ammirato la penna di Edgar Alan Poe.
Ho in mente diversi progetti, tra i quali anche collaborazioni con altri scrittori ed illustratori. Approfondirò la mia ricerca nella pittura, abbracciando nuovi stili. Io e Pietro, che è batterista in una band grunge che riscuote un discreto successo, i Ninfea, abbiamo anche in conto di registrare un nostro disco, quindi sarà la volta anche della musica.
Presentazioni ed esposizioni, saranno occasioni per incontrare me e la mia arte.
Avere all’attivo sei pubblicazioni può essere considerato un traguardo per uno scrittore della mia età, ma io lo considero un piccolo inizio.  Desidero che un giorno la gente ricordi il mio nome e ciò che ho scritto; desidero che le mie illustrazioni siano di ispirazione ad altri nuovi illustratori.
Per sapere cosa ci aspetterà il futuro, bisogna attendere il domani….
Per chi volesse dare uno sguardo alla mia attività, può visitare il mio sito: www.alessiacoppolart.altervista.org, lasciatemi un  commento se vi va.
Oppure il myspace www.myspace.com/alessiacoppola.
Inoltre chi vorrà, potrà aggiungermi su Facebook con la voce: Alessia Coppola Bis.

“Un mimo” di Alessia Coppola

Sono quel mimo
su un podio di cartone
ed illusioni.
Canto il silenzio
nel non moto
e stingo il mio viso
con ceroni di pallidi disincanti.
Che poesia taciturna
la carezza del tempo
che s’annida
tra le pieghe delle mie vesti
di carta e gesso.
Come stridono le voci
d’ ignari passanti
sul mio viso dipinto.
Sono un fantasma,
uno spettro del presente
senza colore
o di fin troppi colori
perché mi si possa distinguer
tra gli altri.
Inganno le ore
con le mie smorfie
che maschero di follia
inganno me stessa,
impastando il cuore
a quello stesso cerone.
Cos’è che ho nell’anima?
Intono come corde
i movimenti,
inudibili note
per i presenti
assenti.
Lenta la mia maschera di creta
si scioglie
per il calor d’una lacrima
che infiamma e brucia sulle carni
come scheggia d’argento arroventata
e taglia quelle vesti di carta
facendomi tornare così
spirito invisibile
senza corpo e materia.
Sono un mimo di bianco vestito
in quest’angolo di città
dimenticato dai sorrisi
e dai lampioni della sera.
Raccolgo sul marciapiede
le mie monete di falsi consensi
e le ripongo
in questa bisaccia stanca di sogni.
Eh si, sono un mimo…

 

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