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Compositore, polistrumentista, performer. Musicista legato al mondo dell’arte nella sua totalità, alla sperimentazione sonora, all’elettronica e alla ricerca multimediale

Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?

Praticamente da sempre! Ho avuto la fortuna di essere nato e cresciuto in una famiglia di artisti e di amanti della musica, che mi ha trasmesso l’amore per l’arte e mi ha sempre incoraggiato ad andare avanti. Devo molto a tutti loro! A 4/5 anni conoscevo a memoria gran parte delle opere liriche! Non m’interessavano molto i libretti e le parti cantate, ero concentrato, già allora, sul suono. E’ strano da spiegare, ma cominciai a sviluppare ciò che io chiamo un ascolto a “strati”: sentire le singole voci dell’orchestra e seguirne il divenire. Solo se ti concentri sul particolare, sulle parti in questo caso, riesci a penetrare il tutto e quindi l’opera. In questo modo riesci ad avere una comprensione decisamente più profonda: segui le singole parti e contemporaneamente segui l’intera partitura! Frequentavo spesso il teatro e, quando me lo permettevano, mi piaceva da morire guardare, ascoltare le opere dalle quinte. Queste esperienze ti formano e ti rimangono dentro, per sempre. 

Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.

Il mio percorso artistico è trasversale, inquieto e fluttuante. Sono, per natura, una persona molto curiosa, che cerca sempre di esplorare nuovi territori. Ho sempre avuto un approccio molto istintivo alla musica, un rapporto intimo con il suono. Ho cominciato a studiare pianoforte a sei anni, poi chitarra e batteria. Era come se cercassi sempre nuove forme d’espressione, nuovi mondi da conoscere. Poi c’è stato l’incontro con l’elettronica: una vera e propria folgorazione. Le potenzialità che offrono i computer e i sintetizzatori erano e sono enormi: potevo comporre i miei brani in assoluta solitudine senza aver bisogno di altri musicisti. Ho iniziato a scrivere canzoni e colonne sonore per cortometraggi. Nel 2004, ho fondato insieme a Simone Quarta i Scientist&Cynic, duo di musica elettronica. Abbiamo fatto concerti in giro per l’Italia, partecipato a moltissimi festival e il nostro disco/debutto “Primatoid”. Nel 2007, è stato accolto molto bene dalla critica, da quella estera in particolare. L’anno successivo abbiamo congelato il progetto ed io ho continuato il mio percorso solista. Ho ripreso lo studio specializzandomi in musica applicata alle nuove tecnologie al conservatorio “N. Piccinni” di Bari e frequentato workshop con alcuni tra i più grandi nomi della musica e dell’arte contemporanea. Nel frattempo, ho scritto colonne sonore per la pubblicità e per il cinema e ultimato due album che usciranno proprio in questi mesi!Questo giusto per riassumere….

Quali artisti o idee hanno avuto maggiore influenza sul tuo lavoro?

La lista è lunga!Sono un “onnivoro”musicale, ascolto di tutto. Mi piace tutta la musica di qualità, detesto chi si barrica dietro i generi: la Musica è una, può essere bella o brutta!Il primo disco (cassetta in realtà) che ho letteralmente consumato è stato il “White album” dei Beatles, avevo poco più di sette anni. Da lì sono cominciati i miei ascolti: il rock degli anni ‘60 e ‘70, il punk, la new wave, il pop, l’hard rock, il grunge ed il metal, l’elettronica, la minimalista, la musica concreta ed elettronica “colta”, la sinfonica,  la dance ..insomma di tutto. Saresti sorpresa nel vedere la varietà dei miei dischi! Inevitabilmente tutti questi ascolti hanno finito per riflettersi nel mio lavoro…ma se ti dovessi fare dei nomi non saprei quali scegliere e mi sembrerebbe di fare un torto a quelli non citati. Amo la musica che mi emoziona, tutta!

Da dove nasce la tua ispirazione?Che cosa smuove il tuo spirito creativo?

Bella domanda!L’arte, ed in particolare la musica, rappresentano per me  l’espressione più alta dell’animo umano . È qualcosa che ci attraversa, che va al di là di noi. Allo stesso modo l’ispirazione è un mistero, tu appartieni a lei. Non il contrario. M’ispira il silenzio, il ricordo di una sensazione o di un contatto. M’ispirano molto i luoghi, raramente le persone. Spesso mi sveglio con qualcosa in testa e allora mi precipito sul primo strumento che trovo e la provo. Il registratore (rigorosamente a cassetta) non mi abbandona mai, delle volte sembro uno psicologo! La cosa particolare è che nel momento stesso in cui un’idea mi attraversa, so già dove mi porterà. In altra parole, quando inizio a scrivere un pezzo ho già esattamente in testa tutto, la struttura, l’inizio e la fine. Direi comunque che l’ispirazione rimane una delle cose più affascinanti in assoluto!  

Com’è nata l’idea di De/Nucleo, album frutto della collaborazione con il violoncellista Giovanni Sollima?

Giovanni è un artista straordinario, ha un background incredibile. E’ senza dubbio uno dei miei compositori preferiti. Ci siamo conosciuti qualche anno fa durante un workshop che si concluse con una nostra perfomance,  folle e totalmente improvvisata,  nella Rocca Paolina di Perugia. C’è stata grande intesa sin dall’inizio, poi lui è venuto a Lecce e abbiamo registrato. Avevo un’idea che mi girava in testa, volevo indagare, scomporre, de/costruire il suono  del Ruggeri, il violoncello del 1679 di Giovanni. Volevo tornare al nucleo primario del suono per ripartire da zero e ri/costruire un mondo sonoro alternativo ma possibile. E’ così è stato: abbiamo registrato per due notti utilizzando quattro punti diversi di ripresa, sfruttando anche dei particolari riverberi ambientali. Giovanni ha suonato liberamente senza uno spartito o idea di base. Successivamente ho scomposto nota per nota tutte le registrazioni di violoncello, ottenendo un nuovo nucleo sonoro. Una volta terminato questo lungo processo ho iniziato a comporre i brani e , contemporaneamente, introducevo il violoncello de/costruito adattandolo alle mie esigenze. E’ questa la sperimentazione alla base del disco! Come puoi facilmente immaginare un approccio di questo tipo ha richiesto quasi due anni di lavoro, ma sono molto soddisfatto del disco e a Giovanni piace moltissimo! Il violoncello è assolutamente naturale anche se in realtà, magari, quella parte non è mai stata suonata! Il titolo del disco è “De/Nucleo”, un titolo che riassume perfettamente tutto quello che ho fatto, anche nel suo doppio significato: richiama un neologismo che si usa nel mondo scientifico (cioè ridurre ad elemento primario/fondamentale) e ricorda il latino.

Ci vuoi parlare dei tuoi attuali “progetti musicali”?in particolare del tuo duo con Redi Hasa, violoncellista albanese di fama internazionale ed elemento fondamentale dell’orchestra della notte della taranta?

Ho due dischi in uscita nel periodo aprile/maggio: De/Nucleo ed un Ep. Questo Ep sarà cantato ed il singolo “The feeling inside” si può già ascoltare sulla mia pagina  soundcloud, vi invito ad andarlo a sentire!Su youtube, invece, potete vedere il video di “Oceano” singolo estratto da De/Nucleo http://www.youtube.com/watch?v=g9nbsDJGi9k Il regista è Valerio Calsolaro, un artista visionario, sopra le righe, complesso e sorprendente!L’editing invece è di Vanessa Castellano, persona dalla creatività dirompente che vive nel futuro o nei futuri possibili. V’invito ad andare a vedere i loro lavori! Redi, oltre ad essere un ottimo musicista, ama sperimentare, ha delle idee pazzesche e  crea soluzioni musicali assolutamente geniali. Sono queste le cose che fanno la differenza tra un semplice musicista ed un artista, Redi è un artista!Abbiamo un live che portiamo in giro, in cui proponiamo alcuni brani tratti da De/Nucleo e pezzi scritti insieme. Faremo un disco molto presto! E’ notizia di questi giorni, invece, che uno spot musicato da me “Pompei città da scoprire” (regia di Francesco Domenico D’Auria) rappresenterà la città di Pompei al B.I.T. 2011 (borsa internazionale del turismo) di Milano.

Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione? Avendo ogni mezzo possibile dalla tua, cosa faresti? Insomma, il tuo sogno nel cassetto e il massimo ideale artistico da perseguire?

Sono un artista che per natura ama esplorare nuovi territori, quindi mi risulta davvero difficile pensare a cosa farò o a dove sarò tra qualche anno. La cosa che voglio fare è la cosa che ancora non ho fatto, questo è il mio motto!Ora sono concentrato sui suoni dello spazio ma non so dove mi porterà questa cosa. La mia vita, in qualche modo, appartiene alla musica dunque sceglie Lei, io decido la direzione. Voglio raggiungere quanta più gente possibile, è questo il mio obiettivo primario. La mia più grande soddisfazione è quando le persone mi fermano e mi dicono che un mio pezzo li ha fatti emozionare o ha accompagnato le loro vite, anche solo per un attimo. E’ qualcosa che va oltre l’idea di mercato, di prodotto, di profitto è un contatto profondo tra esseri umani..che vuoi di più?!!

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?
Dischi, concerti, colonne sonore ed opere multimediali!

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A te l’ultima parola…

Grazie a voi, è un piacere! Venite a trovarmi sul mio sito www.andreasenatore.com e sulla mia pagina facebook http://www.facebook.com/#!/pages/Andrea-Senatore/368830214216
Ascoltate la mia musica qui http://soundcloud.com/andrea-cynic-senatore
Ciao  tutti, a presto!

 

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