Ci vuoi raccontare il tuo percorso artistico, quando hai iniziato a interessarti alla pittura?

La passione per il disegno e la pittura c’è sempre un po’ stata in me, da quando ero bambina, anche se non mi sono mai dedicata. Poi, un paio di anni fa, in un periodo molto difficile della mia vita, ho cercato qualcosa che mi aiutasse, che mi regalasse

stimoli ed ho scoperto che invece è una forte passione, un vero amore che avevo rinchiuso in me, e di cui non posso più fare a meno.

Quali correnti artistiche hanno influenzato il tuo stile?

Tutte e nessuna. I primi esperimenti li ho iniziati studiando i quadri di De Chirico e Klimt ma amo tutta l’arte e amo andare a vedere le mostre indipendentemente dalla fama di un pittore perché è l’arte che mi emoziona.

Che tipo di pittura realizzi?

Lavoro molto sull’astratto ma non limito la mia creatività a un genere, preferisco essere libera e non darmi una definizione, dipingo ciò che mi emoziona.

Esiste nella tua pittura un filo conduttore, un denominatore comune?

Sicuramente i sentimenti e il colore sono due elementi essenziali che uniscono i miei quadri. Cambia solo il modo in cui li esprimo.

Quale punto di vista adotti nel rappresentare la realtà che ti circonda?

La realtà che mi circonda è filtrata attraverso le mie emozioni, le sensazioni, gli umori. Non amo dipingere la realtà come la vedo, altrimenti preferirei scattare una fotografia.

Secondo te, i movimenti d’avanguardia (astrattismo, futurismo, ecc) si sono radicati nella pittura attuale?

Penso sia assolutamente importante l’influenza delle correnti artistiche del passato recente e meno recente. E’ essenziale partire dallo studio dei maestri prima di creare del proprio, non uno studio puramente tecnico ma di coscienza artistica.

Si può ancora parlare di originalità? Cos’è per te l’originalità?

Purtroppo oggi come oggi l’originalità non è molto diffusa perché è più facile vendere una copia di autore. La gente si avvicina con più facilità a ciò che conosce rispetto a un’idea nuova. L’originalità è pura spontaneità, è quella parte dell’arte che non ha nulla a che fare con la fama o la vendita. Nessun compromesso, solo l’espressione di se stesi sulla tela.

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

Tutto ciò che spero, è di regalare sempre emozioni a chi guarda i miei quadri, di permettere alle persone di sognare. Darò sempre il meglio di me stessa e spero che le persone riescano a sentirlo.

Ringraziamo ancora Maria Patavia per il tempo e la cordialità prestata. Un augurio per i progetti presenti e futuri da tutta la redazione.

E’possibile visionare le opere dell’artista salentina al seguente indirizzo:
http://www.artmajeur.com/mariapatavia/

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