I dati raccolti finora sono allarmanti: nel corso del XX secolo la Terra si è riscaldata mediamente di 0,6 gradi e negli ultimi trent’anni le temperature hanno toccato addirittura punte di +0,18 gradi per decennio,

per alcuni di questi anni le più alte, mai registrate sulla Terra dalla metà del XIX secolo, da quando cioè nacque la moderna meteorologia. Il “peso” di questo fenomeno si è fatto sentire in modo particolare nelle latitudini medio-alte, interessando anche il nostro Paese. In un’analisi del Centro Epson Meteo, condotta in base ai dati registrati in 62 località italiane, sono emerse, infatti, delle temperature medie di oltre un grado superiori rispetto a quelle della prima metà degli anni ottanta. Il nostro pianeta, dunque, è febbricitante. Si tratta tuttavia di un malessere ancora tollerabile. Ma di chi sono le colpe? La tesi più accreditata, sostenuta anche dall’Ipcc (Intergovernative Panel on Climate Change), un’organizzazione che riunisce circa 2.500 climatologi da tutto il mondo, attribuisce alle emissioni di gas serra, prodotte dall’uomo, una responsabilità di almeno il 90% sull’aumento delle temperature. Proprio i documenti redatti dall’Ipcc mostrano come le alte concentrazioni di gas serra hanno trattenuto nella nostra atmosfera un maggior quantitativo di calore, contribuendo in gran parte al surriscaldamento terrestre. Tuttavia, alcuni scienziati sono convinti che nel causare questi cambiamenti climatici abbiano concorso fattori naturali, mettendo sul banco degli imputati principalmente il Sole. In effetti, l’energia che sprigiona nello spazio subisce alcune lievi variazioni periodiche che, almeno sulla Terra, possono dar luogo a profondi stravolgimenti climatici. Le perturbazioni che animano l’atmosfera, come i venti e le piogge, si alimentano grazie al calore della nostra stella. Un’energia quantificabile in 1.367 watt per ogni metro quadrato di atmosfera. In passato, contrariamente al trend attuale, le variazioni di energia solare portarono ad un clima piuttosto freddo, conosciuto come Piccola Era Glaciale. Questo particolare periodo storico culminò tra il 1645 e il 1710 in una fase caratterizzata dalla scomparsa delle cosiddette macchie lungo la superficie solare, segno di una minore attività magnetica. Mai, invece, come negli ultimi decenni, il Sole ha prodotto tanta energia, aprendo degli scenari futuri preoccupanti per la sopravvivenza di alcuni importanti ecosistemi. D’altronde se il fenomeno del global warming dipendesse esclusivamente dai gas serra, basterebbe ricorrere alle energie rinnovabili per ridurne gli effetti. Ma con l’energia del Sole si potrebbe fare veramente molto poco.

Fonti tratte dal bimestrale di cultura ambientale “Oasis”, agosto-settembre 2008

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