L’Unione degli Universitari di Lecce ha fatto richiesta, attraverso i suoi due Consiglieri d’Amministrazione Marco Adamo e Massimiliano Gervasi, di inserimento di un punto all’ordine del giorno nel prossimo CDA sulla contribuzione studentesca.

Gli interrogativi che intendono porre i consiglieri dell’UDU riguardano soprattutto i filtri di merito, che impediscono a moltissimi studenti delle prime due fasce ISEEU di accedere alla riduzione del contributo di facoltà, che fino a quest’anno spettava di diritto a coloro che avessero reddito inferiore a 19mila euro.

L’amministrazione giustifica il provvedimento affermando che è necessario per la sopravvivenza dell’ateneo, mirato a ridurre i fuori corso, che influiscono negativamente nell’ attribuzione dei fondi ministeriali.
In realtà entrambe le giustificazioni sono errate, perché l’extragettito derivante dall’introduzione di questi filtri sarà di gran lunga superiore a quello previsto dall’amministrazione (circa 1,6 milioni di euro).
Inoltre pensiamo che molti studenti fuori corso siano il frutto delle continue riforme dei piani di studio che hanno colpito l’università italiana negli ultimi anni, e che servirebbero percorsi didattici specifici per permettere il conseguimento del titolo  nel periodo previsto.

Le nostre richieste saranno:
1- Ritirare i filtri di merito per le prime due fasce, perché li riteniamo solamente uno strumento dell’amministrazione per fare cassa, e non una valorizzazione del merito cosi come è stato cercato di millantare;
2- Considerare la riduzione integrale per le Lauree Magistrali, poichè non capiamo il motivo per cui gli studenti delle magistrali debbano essere penalizzati rispetto agli altri;
3- Non far pagare agli studenti risultati idonei alla borsa di studio la seconda e la terza rata, poichè i rimborsi arrivano sempre con molto ritardo;
4- Istituzione della figura dello studente a tempo parziale assente nelle normative del nostro Ateneo. Gli studenti che non possono impiegare tutto il loro tempo e i loro sforzi nello studio per impegni lavorativi dovrebbero godere di piani di studio ad hoc che possano permetterne la laurea in un tempo breve, evitando che possano diventare fuoricorso sicuramente non per loro demerito.

I rappresentanti dell’ UDU credono che sia possibile un nuovo modello di università che che veda lo studente come “cliente” che deve ricevere una formazione e dei servizi, non solo come serbatoio economico da spremere.

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