“Il Rettore dell’Università del Salento, Domenico Laforgia, segue con attenzione la protesta studentesca sulla tassazione. Dopo le dichiarazioni dei  giorni scorsi del Prorettore Pasimeni che riteneva i tagli necessari ma era pronto al dialogo con gli studenti, oggi invece il Rettore

prende una posizione nettamente contraria: l’aumento è necessario, niente passi indietro.
Fra le proteste autunnali contro l’allora DDL Gelmini e le proteste per l’aumento delle tasse scorre uno stesso fil rouge. La riforma e il nuovo modello di tassazione vanno ad incasellarsi in uno stesso scenario che vede la destrutturazione del mondo universitario, che sempre più diventa un elite riservata a chi può a sostenere sforzi economici notevoli per comprarsi un istruzione.
Quello che è cambiato dall’autunno ad oggi è la posizione del Rettore. Qualche mese fa infatti si contrappose nettamente alle manovre del governo Berlusconi in materia di università, schierandosi più volte dalla parte degli studenti e strumentalizzandone le proteste per poter attaccare il governo sui tagli all’FFO (fondo di finanziamento ordinario). Oggi invece usa le stesse motivazioni per giustificare l’aumento delle tasse.
Il Rettore parla anche di un’ università che non debba occuparsi di diritto allo studio, perché, a suo avviso, ci sono altri organi predisposti a farlo. Ma cosa vuol dire diritto allo studio? Bè sicuramente è riduttivo parlare di questo diritto semplicemente in termini di borse di studio, alloggi e mense. Il diritto allo studio è molto di più. Vuol dire avere dei sistemi tali da poter consentire a chiunque di poter continuare gli studi e con un sistema di tassazione come questo molti saranno costretti a lasciare il percorso universitario non riuscendo a superare quest’ostacolo economico insormontabile. Se poi si considera come i sistemi di sostegno (borse di studio, alloggi, mense e biglietti a tariffa ridotta per i trasporti) nella nostra regione siano largamente insufficienti, l’ amministrazione dell’Ateneo ha la responsabilità e il dovere di mettere gli studenti nelle condizioni più favorevoli possibili per facilitare  il loro percorso di formazione. Come fa uno studente che rientra nelle prime due fasce di reddito a dover lavorare e studiare per poter sopperire alle mancanze di un sistema di diritto allo studio carente?
Date le premesse, dalla presa di posizione di Laforgia, traspare una volontà politica di fondo che spinge per un’ università sempre più classista, un sistema di istruzione sempre più esclusivo, sempre meno libero, sempre più a gestione baronale.
Pesanti sono le accuse anche sul merito. Secondo il rettore infatti molti studenti userebbero l’università come parcheggio. Ma come fa uno studente a laurearsi in tempo con una didattica scadente, una burocrazia lenta e con i grandi problemi tecno-amministrativi caratteristici del nostro Ateneo? Prima di pensare a modelli di tassazione analoghi a questo, responsabilmente il Rettore dovrebbe pensare a  risolvere i problemi. Ad esempio nel nostro Ateneo non esiste lo stato amministrativo di studente a tempo parziale (studente lavoratore) che, per necessità, non può concentrare tutte le energie sullo studio, e quindi non può raggiungere i criteri meritocratici imposti dal sistema di tassazione. Vorremmo che l’amministrazione considerasse  lo studente il centro dell’Università e non solo una risorsa da cui trarre fondi.
Tuttavia non bastano le dichiarazioni di Laforgia fermare la protesta studentesca messa in piedi dall’UDU in questi giorni. Come il Rettore ritiene inutili le nostre proteste, allo stesso modo noi riteniamo inutili i suoi tentativi di sedare la crescente mobilitazione studentesca semplicemente perché l’aumento è necessario. Siamo pronti a riprenderci la nostra Università, siamo pronti a riprenderci il diritto ad un futuro migliore.” Lo comunica l’ UDU di Lecce

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