“Eugenio Pisanò ha preso carta e penna per dispensare buoni consigli al Sindaco in vista delle prossime elezioni (sentendosi come Gesù nel Tempio avrebbe cantato De Andrè).” Lo comunica in una nota Carlo Salvemini.

“Non entro nel merito delle vicende che hanno suggerito queste sue dichiarazioni, tutte interne al PDL e al rapporto controverso con Adriana Poli Bortone.

Mi limito a commentare il passaggio che lui dedica al centro sinistra che “non ha le idee chiare” e che se deciderà di ricorrere alla primarie darà vita “ell’ennesima farsa della democrazia partecipata”.

Invito il Presidente del Consiglio Comunale ad un maggiore rispetto per le migliaia di leccesi e salentini che dal 2005 ad oggi hanno in diverse occasioni affollato i seggi per scegliere con il proprio voto il candidato alle elezioni comunali e regionali.

Uscendo di casa la mattina. Sfidando spesso il maltempo. Mettendosi diligentemente in fila in attesa del proprio turno. Versando un contributo volontario come rimborso per le spese organizzative.

Perchè tutte quelle persone in carne ed osse donne e uomini che hanno in queste occasioni orgogliosamente affermato il valore della partecipazione, del servizio, della cittadinanza consapevole.

Espressione di una politica che non abdica alle decisioni di pochi perché non ha paura di affidarsi alla saggezza di tanti; che crede ancora si debba essere cittadini e non semplici spettatori come la mediacrazia pretende.

Sono semplicemente i volti di un’Italia politica diversa da quella che il PDL propone al Paese e di cui lo stesso Pisano è esemplare e autorevole rappresentante. Quella che affida il proprio futuro agli umori del capo. Che privilegia il valore della fedeltà a quella dell’indipendenza di giudizio. Che preferisce gli schermi tv alle piazze. I messaggi a reti unificate al confronto e al dibattito. Che è insofferente al dissenso perchè ammaliata esclusivamente dal consenso, anche se compiacente o estorto.

Insomma sono tutt’altro che farseschi. Possono non piacere. Ma meritano rispetto!”

<Rimaniamo sconcertati dalla continua “discesa in campo” del Presidente del Consiglio Comunale –afferma Diego Dantes, dei Giovani Democratici di Lecce-  e riteniamo che questa sua ennesima dichiarazione dimostri la sua “parzialità”, venendo meno al compito a cui è designato ovvero essere una figura  istituzionale di garanzia nello svolgimento delle attività del Consiglio>.

Ed infine <Ci chiediamo se Lecce rappresenti un’eccezione, con riferimento all’art. 39 del TUEL, ovvero se il Presidente del Consiglio Comunale non debba adempiere alla funzione per il quale è stato designato: -conclude Dantes- cioè attività di controllo sul corretto funzionamento, in maniera del tutto neutrale, del consiglio comunale>

 

“Al giovanotto di primo pelo Diego Dantes mi permetto di dare un solo consiglio: non mischiare fave con foglie (fae cu fogghie, come si suol dire a Lecce). Il mio è un intervento squisitamente politico e nulla ha a che vedere con i miei compiti e le mie attribuzioni istituzionali che peraltro conosco a mena dito”. Risponde con una buona dose di sarcasmo il Presidente del Consiglio Comunale di Lecce, Eugenio Pisanò alle dichiarazioni rilasciate dai Giovani Democratici sulla sua presunta “parzialità”, quale garante alla sua “figura istituzionale di garanzia nello svolgimento delle attività del Consiglio”.
“Se il buon Dantes si facesse consigliare da qualche compagno più grande di lui – conclude Pisanò – riuscirebbe a discernere gli interventi istituzionali da quelli prettamente politici”.

 

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