Sabato 12 febbraio 2011 alle ore 17, presso il Palazzo della Cultura di Poggiardo, si svolgerà la manifestazione dal titolo “Lo sterminio degli Italiani di Crimea: una tragedia attuale”.

L’iniziativa è articolata in 3 momenti:

•         Mostra fotografica sulla storia degli Italiani di Crimea

•         Proiezione documentario “La Puglia oltre il Mediterraneo” con la partecipazione del regista Tito Manlio Altomare

•         Presentazione del libro di G.G. Boico e G. Vignoli “L’olocausto sconosciuto. Lo sterminio degli Italiani di Crimea”, Edizioni Settimo Sigillo, 2008, Roma

L’evento è organizzato dall’Associazione Libertà Nuova di Poggiardo e dall’Associazione Regionale Pugliesi di Milano, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Poggiardo.

Si tratta di una iniziativa pubblica di informazione e di proposta sulla drammatica vicenda – la deportazione e l’internamento nei campi di lavoro e di prigionia, i gulag – che ha colpito la comunità di italiani, soprattutto pugliesi, che  si erano trasferiti per ragioni di lavoro agli inizi dell’’800 in Crimea, per lo più contadini e pescatori attratti dalla disponibilità di terre bandita dallo zar Alessandro II. Una comunità che si era tanto sviluppata sul piano socio-produttivo da giungere ad occupare posti di primo piano nella organizzazione sociale, nella cantieristica navale e nella navigazione, ed era diventata tanto numerosa (circa 4.500 abitanti di Kerč erano italiani) da sentire il bisogno di fondare una scuola italiana e costruire una chiesa cattolica. Le vicende politiche e militari sovietiche ne determinarono la crisi (nel 1928 la collettivizzazione forzata delle aziende agricole) e poi l’annientamento (nel 1942 dopo una serie di occupazioni da parte dei tedeschi e di riconquiste della Crimea da parte dei sovietici) con la deportazione e l’internamento, dopo un viaggio durato due mesi su imbarcazioni e vagoni piombati. Esposti al freddo, alla fame e alle malattie, il tifo petecchiale fra tutte, molti perirono, soprattutto bambini e anziani, gli altri sopravvissero a stenti nei campi di Čeljabinsk e delle altre località del Kazakhstan, destinati ai lavori nella industria pesante e in quella strategica nucleare.

Solo alla fine del ’56 i pochi sopravvissuti alla chiusura dei gulag, che non si fermarono dove erano stati deportati, riuscirono finalmente a far rientro a Kerč e nelle altre città della Crimea, ormai privi di qualsiasi bene e di risorse per vivere. Da allora vivono di stenti, ma non hanno cessato di rivendicare, finora invano, il riconoscimento dello status di deportati alle autorità governative sovietiche e ucraine e la cittadinanza a quelle italiane.

Sono trascorsi ormai 70 anni da quei fatti. E’ giunto il tempo di rendere giustizia alla comunità italiana e di riconoscere ad essa gli stessi diritti che sono stati già riconosciuti alle altre comunità deportate (la tartara, la greca, la bulgara, la tedesca, l’armena, ecc.). Una comunità che è oramai ridotta allo stremo per il numero dei componenti (sono rimasti in 300) e per le condizioni economiche precarie, ma molto determinata nel perseguire la strada che porta al riscatto della loro dignità, nonché al rispetto e alla dovuta attenzione per quegli aspetti di accrescimento culturale, ivi compreso lo studio della lingua italiana, che li fa sentire italiani.

Per ribadire questi loro diritti e per alzare il velo sul silenzio sceso in questi anni su di loro,  l’Associazione Regionale Pugliesi di Milano, che accoglie tra le sue fila tanti cittadini emigrati dalle stesse terre di Bari, Bisceglie, Trani, Molfetta, ecc.., e l’Associazione Libertà Nuova di Poggiardo hanno organizzato la manifestazione programmata presso il Palazzo della Cultura, in Piazza Umberto I a Poggiardo.

I proventi della vendita del libro “L’olocausto sconosciuto. Lo sterminio degli Italiani di Crimea” saranno inviati in Crimea, per alleviare le condizioni economiche difficili della comunità lì vivente e più che mai desiderosa di veder riconosciute dalle autorità italiane e ucraine le loro legittime aspirazioni: lo status di deportati e la cittadinanza italiana.

Infine verrà illustrata la proposta di costituzione di una Associazione Nazionale ONLUS di Amicizia e di Solidarietà con gli Italiani di Crimea e con tutte le altre Comunità di italiani, sparse nel mondo che subiscono la privazione dei diritti inalienabili dell’uomo.

 

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