La lotta all’estorsione ottiene altri successi in due operazioni distinte che ieri hanno portato all’arresto complessivo di 4 persone.
Le prime due devono rispondere oltre che di tentata estorsione anche di tentato omicidio ai danni di un carabiniere, che è rimasto ferito durante le operazioni di arresto.

Ieri sera infatti, intorno alle 22, il nucleo operativo del comando provinciale di Lecce, ha intercettato una Fiat 500 argentata su cui viaggiavano, Luciano Romano, 22 anni e Francesco Rotondo, 27 anni e già noto alle forze dell’ordine per reati lievi. I due dall’inizio di febbraio, vessavano una coppia di stranieri che possiedono un esercizio commerciale, chiedendo loro denaro, sotto la minaccia di far del male a loro e al negozio. I due sposi però, hanno esposto denuncia fin dal primo tentativo di estorsione; i carabinieri hanno così iniziato un’attività di indagine che ha portato ad identificare i due colpevoli che ieri sera, sono stati fermati in via Rudiae, prima che si recassero all’appuntamento con le vittime per ritirare il denaro.

 

Gli estorsori però, alla vista delle forze dell’ordine, hanno tentato la fuga senza fermare la loro auto e investendo uno dei componenti del nucleo operativo; questi, travolto alla spalla destra, è stato agganciato allo specchietto retrovisore ed è stato trascinato per alcuni metri. I suoi uomini, hanno quindi sparato dapprima alcuni colpi di arma da fuoco in aria e poi ad altezza auto, per tentare di fermarne la corsa.
I due però, sono riusciti a fuggire, abbandonando il tenente ferito a terra. Il nucleo operativo tuttavia, ha continuato la caccia all’uomo e grazie ad una ricerca a tappeto, è riuscito a rintracciare l’auto degli estorsori al pronto soccorso, in quanto uno dei due – Romano – era stato colpito da un proiettile sparato per fermarli.
I carabinieri hanno così potuto arrestare entrambi che adesso devono rispondere non solo di tentata estorsione – reato per cui dovevano essere comunque posti in arresto – ma anche di tentato omicidio.
Il carabiniere ferito, se l’è cavata con una lussazione piuttosto seria alla spalla, mentre Romano è stato dichiarato guaribile in 30 giorni. Nel frattempo le indagini continueranno per accertarsi che i due arrestati non siano coinvolti in un giro più ampio di criminalità organizzata.

L’altra operazione anti-estorsione, è stata invece condotta dai carabinieri della compagnia di Maglie con la collaborazione di Vernole.
Ieri pomeriggio, intorno alle 14.30, sono stati arrestati due fratelli, Stefano e Cristian Mazzeo; il primo, 31enne residente a Lizzanello e già noto alle forze dell’ordine e il secondo 28enne residente a Castrì dove lavora come panettiere e incensurato.
Per loro l’accusa è di estorsione ai danni di un pregiudicato di Vernole, agli arresti domiciliari per reati di spaccio di sostanze stupefacenti.
I carabinieri della compagnia di Vernole avevano trovato sospetto il fatto che dagli inizi di febbraio, Stefano Mazzeo, si recasse piuttosto spesso a casa del pregiudicato, in quanto presumibilmente non si conoscevano. Mazzeo si era presentato una volta con il fratello Cristian e poi altre volte anche in compagnia. Ciò a fatto scattare una serie di osservazioni e di indagini investigative, che hanno portato le forze dell’ordine ad appostarsi ieri pomeriggio nei pressi della casa del pregiudicato, convinti che ci sarebbe stata la flagranza di reato.
Di fatti, una Renault Twingo con tre persone a bordo, si è presentata, lasciando scendere Stefano Mazzeo. Mentre l’auto, guidata da Cristian, si è allontanata per fare inversione di marcia, Stefano è entrato nella casa della vittima – probabilmente per farsi consegnare il denaro – e dopo appena un minuto ne è uscito. Il fratello alla guida però, si sarebbe accorto di una delle auto dei carabinieri e insospettito avrebbe tentato la fuga, lasciando l’altro a piedi. Le forze dell’ordine hanno tagliato la strada in entrambi i sensi, impedendo alla Renault di scappare. Anche Stefano Mazzeo è stato fermato, quando vistosi braccato, avrebbe tentato di fuggire. Addosso aveva 500 euro in dieci banconote da 50, la somma consegnatagli dalla vittima.
Il pregiudicato poi, portato assieme ai fratelli Mazzeo al comando di Maglie, è stato ascoltato e ha ammesso di aver subito la richiesta di 2000 euro, sotto la minaccia di far del male alla sua famiglia e al figlio più piccolo. I fratelli Mazzeo inoltre, avevano designato lui come vittima perché agli arresti domiciliari e quindi impossibilitato a chiedere sia l’aiuto legale alle forze dell’ordine che un possibile aiuto da parte della criminalità.
I due estorsori sono stati condotti in carcere, mentre sul terzo uomo nella Renault non cadrebbe alcuna accusa, in quanto essendo seduto sul sedile del passeggero, non ha preso parte attiva al reato.

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