A qualche mese dalle amministrative s’infiamma il dibattito politico sul futuro candidato sindaco di Nardò.
“Una discussione – commenta Salvatore Antonazzo,  unicamente politica, tutta interna ai vertici di partito di questo o di quello schieramento”.

Su una questione che tocca così da vicino la città di Nardò e i suoi abitanti, sarebbe invece interessante sentire il parere delle persone, mettendo al centro del confronto le aspettative e le esigenze dell’intera comunità.

Il dialogo e la consultazione dei cittadini sarebbero infatti,  il nodo cruciale della futura competizione elettorale, che non può e non deve basarsi sui nomi e sul braccio di ferro tra contrapposti leader politici, ma deve avere come esclusivo punto di forza un programma serio, che si possa concretamente realizzare e che sia il più condivisibile  possibile.

Le strategie e le eventuali determinazioni politiche devono essere la naturale conseguenza di un programma politico e non il contrario.
Ogni cittadino è chiamato, responsabilmente, a scegliere la persona che meglio saprà rappresentarlo sulla poltrona di primo cittadino, valutando il lavoro che è stato svolto o quello che s’intende svolgere, la logicità delle sue parole e la coerenza delle sue azioni, la vicinanza concreta ai cittadini, soprattutto a quelli appartenenti alle fasce sociali più deboli, obbligati a confrontarsi con reali ed urgenti problemi quotidiani, ai quali interessa davvero poco delle possibili aperture o chiusure politiche, delle decisioni prese a tavolino o discese dall’alto.

È chiaro, quanto necessario, allora che in questa delicata fase di allestimento delle già prossime amministrative  non si perda di vista la comunità, dando non solo voce alla gente comune, ma facendo anche in modo che questa voce venga concretamente ascoltata.

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