“La mancata concessione del mutuo della Cassa Depositi e Prestiti da 8 milioni di euro a Palazzo Carafa è una ragione in più -afferma Diego Dantes, dei Giovani Democratici di Lecce- perché l’assessore Monosi si dimetta per manifesta difficoltà nell’affrontare la crisi”

Decidono d’intervenire duramente i Giovani Democratici di Lecce che si dicono preoccupati a proposito del mancato finanziamento del debito fuori bilancio a copertura del lodo arbitrale per la Tangenziale.
A tal proposito di era già espresso il capogruppo di minoranza Antonio Rotundo, preoccupato insieme al gruppo Pd per la “certificazione di un ente terzo che attesta il disequilibrio dei conti”. Il provvedimento della Cassa DDPP, secondo Rotundo ha di fatto smentito le dichiarazioni  di risanamento più volte annunciate dal centrodestra cittadino e, al contrario, attesta le precarie condizioni di salute delle casse comunali già previste dall’opposizione tacciata di essere “tifosa del dissesto”.

“L’assessore Attilio Monosi sembra un disco rotto e continua, con zelante puntualità, a ripetere che le responsabilità del dissesto economico/finanziario non sono strettamente imputabili a quest’amministrazione, che il portavoce dell’opposizione, Rotundo, non si smentisce mai e che egli sia pronto a gioire soprattutto quando arrivano cattive notizie e che lo stesso Rotundo rientri tra i tifosi del dissesto comunale”. -continua Dantes- “In sostanza, una continua fuga dalle proprie responsabilità, scaricate sempre e comunque su altri. Assistiamo, invece, ad una propria campagna di propaganda ‘sul risanamento’ attuata dal centrodestra cittadino, che ignora totalmente la realtà dei fatti: una situazione ben diversa dal ‘finto risanamento’ ”

Quindi la richiesta esplicita dei GD “-E’ primo canone dell’arte politica essere franco e fuggire dall’infingimento; promettere poco e mantenere quel che si è promesso- direbbe don Luigi Sturzo. La realtà è che se Monosi avesse a cuore il bene di questa città dovrebbe, non da solo, fare un passo indietro e dichiarare, fino in fondo, il proprio fallimento. L’attuale maggioranza procede verso il risanamento senza avere la bussola per poterlo fare: amministrerebbero in questo modo un’attività personale?”

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