Il film-maker è una figura professionale  – anche un’attività amatoriale – apparsa in questi ultimi decenni in cui lo sviluppo tecnologico ha permesso la nascita di un cinema indipendente anche se povero.

Svegliare le idee

Ci sono più modi per svegliare le idee, questo è ovvio; uno dei più efficaci è andare alla ricerca di film che hanno un’idea forte. Mi riferisco al grande cinema, perché il contatto con questo cinema è più facile: i film delle case produttrici sono a portata di sguardo e conviene frequentare le sale, si impara dal bene e dal male.
Avevo sentito parlare di un film “da vedere” e l’altra sera l’ho visto. Gli Acchiappafilm ( Be Kind Rewind, 2008 )  scritto e diretto da Michel Gondry. Fa al caso mio perché in sostanza parla di film-maker. Sposta l’attenzione dal cinema al fare cinema.
A chi piace raccontare c’è qualcosa che può piacergli di più del semplice narrare una storia? Sì. Il narrare una storia interpretandola; inventare i personaggi e realizzarli con la propria persona; vivere insomma la storia che si è fantasticata. E che succede se si coinvolge un intero quartiere?
Michel Gondry ci racconta la storia di due giovani sconclusionati che s’improvvisano film-maker per rimediare a un danno. Uno dei due è commesso in una videoteca, il cui proprietario, al momento assente, ha perso l’entusiasmo per il lavoro perché le videocassette non vanno più e perché è imminente uno sfratto per demolizione del palazzo che lo ospita. L’altro giovane, che per un incidente è rimasto “magnetizzato” e non lo sa, involontariamente smagnetizza tutte le videocassette. Se ne accorgono perché la gente riporta indietro le cassette senza più film e rivuole i soldi. Una ragazza, a cui tengono perché molto graziosa, vuole il film Gli acchiappafantasmi. Ma anche questo è smagnetizzato, e allora ecco! un’idea brillante: rifarlo in quattro e quattr’otto copiando alla meglio la storia del vero film… E il giorno dopo glielo consegnano.
Il film improvvisato è esilarante, assurdo, pazzo e i due giovani hanno successo. Sono costretti a rifare tutti i film della videoteca: classici e recenti, celebri e meno celebri. E per questo coinvolgono altre persone. Più i film sono demenziali, più hanno successo. Perché sono girati lì, tra quelle case, quella gente e sono tutti comunque divertenti.
La videoteca rivive affittando semplicemente a un dollaro questi film, paradossali remake di capolavori. Il proprietario, al ritorno, può riprendersi dallo scoramento. Ma un tale successo disturba chi detiene il potere culturale ed economico. Sono accusati di plagio e tutte le video cassette finiscono sotto una macchina schiacciasassi.
La gente del quartiere non ci sta, rivuole i film, vuole che il gruppo si rimetta a fare film, comunque siano, e vuole continuare ad essere parte attiva.
A questo punto si viene a sapere che c’è una storia, che il proprietario della videoteca raccontava al commesso quando era bambino. La storia di un cantante che era vissuto in quel quartiere e che era diventato famoso, una leggenda! Il proprietario avvisa che è completamente inventata. Meglio! Si urla da più parti. Ognuno di noi inventerà un personaggio della propria storia familiare. Sarà una nostra storia!
Il film si gira, tutto il quartiere vi partecipa. E quando è terminato, si proietta in piazza e c’è tanta altra gente, persino coloro che devono demolire il palazzo, i quali con le lacrime agli occhi per le risate non possono che prendere atto della situazione e fare marcia indietro sulle loro decisioni.

La formazione del regista deve partire dallo stimolare e sviluppare la capacità di pensare e scrivere soggetti. Fare da soli è possibile solo se c’è consapevolezza di ciò che ci occorre. Faccio un esempio e prendo me stesso. Io so che non sono un film-maker completamente autonomo. Per fare i miei film ho bisogno del fotografo del cinema ( cinematographer ), il direttore della fotografia per intenderci. Non sono nelle condizioni per poter apprendere un uso abile della videocamera e l’eventuale merito lo condivido con il fotografo. Ora se non avessi questa consapevolezza e fossi presuntuoso e convinto che per fare un film basta un’idea e una storia valida…farei da me e da solo il film ma… con che risultato?
Così molti giovani pensano che per diventare registi basta imparare a usare la videocamera. Imparano, anche ad usarla bene, fanno un film, ma… con che risultato?
Consapevolezza dei limiti e ricerca della soluzione per superarli. E la crescita come registi può essere autogestita.