“Questa farsa delle dimissioni a tempo annunciate da Fiore, smentite da Vendola e respinte sempre a tempo dai capigruppo della maggioranza (dicono che Fiore deve restare loro assessore anche nel 2011, non fino a fine legislatura!) è una logica conseguenza di quello

che sta accadendo e fa emergere tre aspetti: il primo e che il Presidente Vendola, checché ne dica, ha lasciato da solo l’assessore Fiore; il secondo è che Fiore si è visto contestare il Piano di Rientro e quello di chiusura degli ospedali nelle piazze da consiglieri regionali di maggioranza e parlamentari di centrosinistra; il terzo è che questa maggioranza non ha un progetto condiviso né una unica e chiara idea sulla gestione della sanità pugliese.
Chi oggi nel Pd blinda Fiore, sta scaricando il Presidente Marino e tutti quei consiglieri regionali e parlamentari specie del Pd che manifestano contro il Piano?
Le diatribe interne alla maggioranza e tra Giunta e maggioranza, stanno finendo di disastrare gli ospedali e stanno pesando nelle tasche e nei bilanci delle famiglie pugliesi: finora hanno prodotto taglio dei servizi, allungamento delle liste d’attesa, aumenti di tasse, reintroduzione del ticket ed ora pure chiusura degli ospedali, lasciando intatti sprechi e spese inutili.
Non c’è assessore alla Sanità che possa durare se Vendola e la sua maggioranza non condividono un disegno, una strategia seria, una programmazione reale. Non c’è assessore che tenga se Vendola e il centrosinistra non riescono ad affidargli un mandato chiaro e condiviso da tutti. Quando le cose cominciano ad andare male, Vendola prende le distanze e il singolo assessore viene lasciato solo a rispondere di quello che fa, quasi agisse a titolo personale e non per mandato di Presidente e maggioranza. E’ accaduto per Tedesco e, per motivi diversi, accade oggi per Fiore. Il problema, quindi, non può che essere Vendola”.

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