Non poteva finire che così. Quando la partita entra in quella che tutti definiscono “zona Lecce”si attende soltanto il gol; solo che, anzichè subirlo come spesso accade,questa volta il Lecce lo mette a segno; e che gol! Un lancio perfetto dal piede di Olivera, millimetrico per Chevanton che pennella di testa verso il palo lontano mentre il portiere dei ducali accorre in chiusura del primo: bello, molto bello.

Parma sotto tono? Può darsi; come sotto tono è stata la Lazio, poi il Milan, a seguire Fiorentina e Cesena. Ed allora scatta automaticamente il dubbio: non sarà che sia il Lecce, con il suo gioco, con il suo stare in campo, con la sua dedizione, con la sua capacità di inaridire le iniziative avversarie, con il suo portiere(mi piace sottolinearlo)che tappa molte delle crepe difensive; non sarà, dicevo, che sia questo Lecce la causa delle annacquate prestazioni degli avversari? Io penso proprio di si; non può essere un caso se i casi sono cinque o sei aggiungendoci Napoli e Palermo. La verità è che questa squadra è maturata; magari lentamente, ma è maturata. Conosce i propri limiti e le proprie qualità; ha imparato a convivere con i primi e a sfruttare le seconde: Sa aspettare, sa intuire quando l’avversario è alla canna e, almeno a Parma, riesce a colpire.
Nel finale di Parma ha piazzato due punte due; gli uomini di Marino sono andati in barca. La memoria ci ricorda che il Lecce è anche squadra capace di sciupare i risultati negli stessi frangenti, ma la partita di Parma certifica che questo Lecce è capace anche di realizzare il contrario, e vincere.
Non saprei dire se questa sia stata una bella partita, so che è stata una saggia partita, opportunamente interpretata e sapientemente gestita dalla panchina. Il Parma ha condotto le danze più di quanto non sia stato capace di fare il Lecce, ha creato numerose situazioni di pericolo, ma non ha fatto centro. Nel gol di Chevanton c’è una certa cifra di casualità che non intacca, tuttavia, la qualità dell’esecuzione. Non è blasfemia sostenere che in questo viaggio, un pizzico di buona sorte, abbia viaggiato  insieme ai giallorossi.
La classifica resta ancora molto corta, ma si è ampliata la frequentazione nella zona calda: ci sono dentro a pieno titolo Catania, Parma,Genoa e Samp. Non il Bologna che di punti ne ha 26 pur avendone conquistato 29. Ora prepariamoci: arriva il Palermo.

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