Si chiama PIL, ed è un ambizioso progetto di intervento sul territorio per la prevenzione ed il contrasto della violenza su donne, minori e figli di vittime di abusi.
Il piano prevede la creazione di due case rifugio: una nel Nord-Salento e l’altra del Sud-Salento.

Si tratta di strutture residenziali che offrono ospitalità ed assistenza alle donne vittime di violenza fisica e/o psicologica ed ad i loro figli.
Questi rifugi, hanno la duplice finalità di accoglienza , ma anche di vero e proprio riparo utile e necessario alle donne che spesso non denunciano gli abusi subiti per la mancanza di un rifugio.
Inoltre sono stati previsti anche 6 CAV: Centri Anti Violenza. I CAV sono punti in cui le donne e i minori vittime di violenza possono rivolgersi per ricevere ascolto, accoglienza, assistenza legale e psicologica.
I sei CAV sono distribuiti sull’intero territorio provinciale. Due, sono previsti per Lecce; uno già esistente, il CAV Renata Fonte ed uno di prossima attivazione, il CAIA. Entrambi saranno titolari della Provincia.
Gli altri saranno distribuiti tra: Galatina, Squinzano(Ambito di Campi), Parabita(Ambito di Casarano) e Specchia(Ambito di Gagliano).
“Per la prima volta si effettua un’azione concreta di rete di servizi”- spiega l’assessore alle pari opportunità Filomena D’antini Solero, durante la conferenza stampa di questa mattina-“ La provincia vuole supportare le donne vittime di violenza ed anche i loro figli. Siamo riusciti a predisporre il piano grazie all’impegno, soprattutto finanziario, degli ambiti territoriali. I servizi partiranno da subito. Devo dire che non è stato facile mettere d’accordo tutti gli ambiti, ma è stata un azione necessaria e sentita.”

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