L’attenzione degli osservatori del “ramo calcio” si è recentemente focalizzata su Alessandro Matri: tre gol in due partite con la maglia bianconera, il rinforzo che la Juve cercava e  che ha imposto lo stop alla rincorsa dell’ Inter; domenica sarà al via del mare.

Basterebbe questo per non mettere in discussione la pericolosità della Juve. Ma c’è dell’altro! Barzagli, per esempio: Raramente accade che le prestazioni dei difensori esaltino la fantasia e l’entusiasmo di tifosi e critici; basta scorrere, tanto per fare un esempio, l’album dei “palloni d’oro” o le pagelle del post partita che premiano prevalentemente chi, con un semplice tocco assai spesso di semplicità disarmante, fa sì che la palla varchi la linea fatidica.  Contro l’Inter Barzagli ha disputato una partita esemplare meritandosi il palcoscenico su cui ha sfilato invece Matri (meritevole anche il bomber).
Dove ci porta questo troppo lungo preambolo? Semplicemente a non dimenticare che la Juve, grazie al mercato di riparazione, e migliorata tantissimo in attacco ed  è anche assai “tosta” nel reparto difensivo. Scorrendo il film del campionato verrebbe tuttavia da pensare che questa Juve sia proprio il tipo di avversario contro cui il Lecce riesce ad esprimersi meglio; forse per quella vecchia storia (lo affermò Munari spiegando la vittoria di Roma) insomma quella vecchia storia della “testa sgombra”. E’ già successo con Lazio, Milan, Napli e non solo; credo accada perchè  nella testa dei nostri portacolori, con questo tipo di avversario, si fa largo il pensiero che nessuna critica può esser mossa per una sconfitta con siffatti avversari:  La testa sgombra, appunto; in questi casi anche lo stress precipita a livelli medio bassi e dunque la prestazione se ne giova.
Il Lecce dovrà però fare di necessità virtù: andrà in campo una formazione monca, priva di Giacomazzi, Gustavo, Jeda e Olivera squalificati e con il dubbio sul completo recupero di Di Michele e la quasi certa assenza di Tomovic. Per Di canio, anche lui in tribuna, un vero rompicapo.
Ma c’è spazio per una ventata di ottimismo?
Certo che si, ma a condizione che i due più vulnerabili talloni d’Achille del lecce vengano protetti con robusti calzari; alludo ai famosi “cinque minuti di follia” e al miglioramento dell’argine difensivo sui calci piazzati: quelli che gli avversari battono dal limite dell’area e che al Lecce procurano forti . . . . mal di pancia.

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