Casco integrale in testa, occhiali da sole, guanti e pistola. Per quattro volte, da settembre a dicembre 2010, ha fatto visita sempre alla stessa farmacia, quella in viale del Pinturicchio a Roma, diventando per i dipendenti un vero e proprio incubo. Probabilmente, sarebbe rimasto impunito se, in una occasione, non avesse dimenticato di indossare i guanti, lasciando le sue impronte sul registratore di cassa.

Così, per Mario Salvatore Bleve, 46enne, di Gagliano del Capo, ma da qualche anno trampiantato nella Capitale, sono scattate le manette.

A stringergliele intorno ai polsi, i carabinieri della stazione di Roma Flaminia, che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato incastrato, come detto, dalle impronte digitali. Il suo modus operandi era ormai collaudato. Nelle immagini registrate dalle telecamere della farmacia, lo vedete agire con passo deciso, sicuro in ogni suo movimento. Le irruzioni armate duravano pochi minuti. Mario Bleve, travisato dal casco, arma in pugno, seminava il panico nella farmacia, a volte incurante che ci fossero alcuni clienti. Nessuna remora nemmeno di fronte ad una bimba in compagnia della madre o davanti allo svenimento di una dipendente. In una occasione, però, ha dimenticato di indossare i guanti. Un errore che gli è costato caro. Le analisi dei carabinieri del Ris di Roma, infatti, hanno permesso di risalire alla sua identità: le sue impronte digitali erano già in archivio e per gli investigatori, a questo punto, è stato un gioco da ragazzi. Nella sua abitazione, i militari hanno ritrovato tutti gli indumenti utilizzati nei vari colpi. Bleve, adesso, si trova rinchiuso nel carcere di Regina Coeli.

 

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